Missile Houthi intercettato sopra Tel Aviv, mentre l'Idf riprende le operazioni a Gaza

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Dalla nostra inviata a Gerusalemme – Le sirene d’allarme hanno riecheggiato in diverse aree di Israele, compresa Tel Aviv e Gerusalemme, dopo che un missile, lanciato dalle milizie Houthi dello Yemen, è stato intercettato dalle difese aeree israeliane prima di entrare nello spazio aereo nazionale. L’ordigno, descritto dai ribelli yemeniti come un missile ipersonico “Palestine-2”, era diretto verso l’aeroporto Ben Gurion, uno dei principali hub del Paese. L’episodio, avvenuto nella notte, segna il primo attacco di questo tipo da gennaio e arriva a poche ore dalla ripresa delle operazioni militari israeliane nella Striscia di Gaza, dove i bombardamenti hanno già causato centinaia di vittime.

Gli Houthi, milizie sciite sostenute dall’Iran, hanno rivendicato il lancio, affermando di aver colpito non solo l’aeroporto israeliano ma anche di aver preso di mira la portaerei statunitense Harry Truman nel Mar Rosso. Sebbene non vi siano state conferme indipendenti su quest’ultimo attacco, la dichiarazione riflette l’escalation di tensioni regionali, con Teheran che continua a fornire supporto logistico e militare ai gruppi alleati.

Intanto, a Gaza, la situazione umanitaria si fa sempre più critica. Dalla fine della tregua, le operazioni dell’esercito israeliano hanno provocato almeno 470 morti, secondo i dati forniti dalla Protezione Civile di Hamas. Le incursioni aeree e le operazioni di terra si concentrano principalmente nel nord della Striscia, dove le forze dell’Idf stanno conducendo azioni mirate contro infrastrutture e tunnel utilizzati dai militanti.

Il missile lanciato dagli Houthi, intercettato sopra Tel Aviv, rappresenta un ulteriore elemento di complessità in uno scenario già fortemente instabile. Le autorità israeliane, da parte loro, hanno ribadito la capacità del proprio sistema di difesa aerea di neutralizzare minacce provenienti da distanze considerevoli, sottolineando come l’intercettazione sia avvenuta prima che il missile potesse raggiungere il territorio nazionale.

Mentre il conflitto a Gaza prosegue senza sosta, l’attenzione internazionale si sposta anche sulle dinamiche regionali, con gli Stati Uniti che mantengono una presenza strategica nel Mar Rosso. La portaerei Harry Truman, menzionata dagli Houthi, è parte di uno schieramento militare volto a garantire la sicurezza delle rotte marittime e a contrastare eventuali minacce provenienti da gruppi armati sostenuti dall’Iran.

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