Jannik Sinner cancella Melbourne con una prova di forza: Machac travolto all'esordio a Doha
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Redazione Sport
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Sedici giorni non sono bastati a scalfire la certezza, quella sensazione lì che Jannik Sinner, quando entra in campo, parta comunque con un vantaggio incolmabile per chiunque gli stia dall'altra parte della rete. Il cemento di Doha, palcoscenico di questo ATP 500 che mette in palio punti pesanti in vista della primavera, ha rispedito al mittente qualsiasi interrogativo sulla tenuta mentale dell'azzurro dopo il ko al quinto set con Novak Djokovic in quella semifinale degli Australian Open che aveva lasciato l'amaro in bocca. Tomas Machac, numero 31 del ranking e avversario sulla carta ostico — lo ceco era reduce peraltro da due sconfitte nette contro Sinner nel 2024, entrambe nei Masters 1000 di Miami e Shanghai — è stato semplicemente travolto da una valanga: 6-1, 6-4 il punteggio finale in un'ora e dieci minuti di partita che di competitivo hanno avuto ben poco, se non forse per un breve passaggio nel secondo parziale.
Il primo set è stato un monologo, una lezione di tennis giocata a ritmi che Machac non è mai riuscito neppure a lambire. Sinner perdeva appena sei punti con la propria battuta nell'intero incontro, secondo le statistiche diffuse dall'ATP, e nel parziale d'apertura è stato semplicemente perfetto: ha concesso le briciole, ha chiuso i game in pochi scambi e ha letteralmente annichilito il ceco con una mole di gioco in risposta che non gli ha permesso di entrare mai in partita. Machac, dal canto suo, provava a cambiare qualcosa, a cercare angoli e variazioni, ma si scontrava contro un muro di solidità e anticipo. Jannik non sbagliava nulla e, quando decideva di accelerare, il punto finiva invariabilmente dall'altra parte del campo senza appello. Il 6-1 in ventisei minuti era la fotografia più eloquente di un divario incolmabile in quella fase.
Un secondo set più combattuto ma la sostanza non cambia: Popyrin è il prossimo avversario
Nel secondo parziale Machac, va detto, ci ha provato con maggiore determinazione, alzando la percentuale di prime e provando a prendere l'iniziativa, giocando più dentro al campo per rubare il tempo a Sinner. La strategia ha retto per qualche game, quello iniziale in cui è riuscito a tenere la battuta con più autorità, ma al primo vero cambio di passo dell'azzurro tutto è tornato come prima. Nel quinto game, infatti, Jannik piazzava la zampata: una risposta profonda, due scambi da manuale e il break era servito su un piatto d'argento. Da lì in poi, la partita è scivolata via senza particolari scossoni, anche se Sinner — forse per provare soluzioni diverse in vista del prosieguo del torneo, come talvolta gli capita quando il risultato è in cassaforte — si concedeva il lusso di sbagliare qualcosa in più e di fallire tre match point consecutivi nel nono gioco, con Machac che annullava tutto con un paio di colpi da funambolo. La chiusura arrivava comunque pochi minuti dopo, con un turno di servizio tenuto a zero e il sigillo su un esordio che, al netto delle raffiche di vento che hanno spazzato il campo qatariota, è stato quanto di più rassicurante si potesse immaginare per i tifosi azzurri.
Le dichiarazioni e lo scenario: Alcaraz attende, Sinner macina gioco
"Abbiamo giocato un paio di partite prima della mia, quindi sapevo un po' cosa aspettarmi", spiegava Sinner nel dopo partita, raccolto dai media presenti. "Oggi il vento era anche peggio di ieri, ma dobbiamo adattarci a ogni situazione, a ogni condizione. Fisicamente sto bene e questo è quello che conta". Parole misurate, da vero numero due del mondo, mentre lo sguardo è già proiettato agli ottavi di finale dove ad attenderlo ci sarà l'australiano Alexei Popyrin, che ha letteralmente demolito la wild card locale Mubarak Shannan Zayid con un doppio 6-0 che lascia pochi margini di interpretazione sulle sue condizioni. Popyrin, numero 50 ATP, rappresenterà un test più probante rispetto a Machac? Probabile, ma sulla scia di questa prestazione, Sinner appare già in piena modalità operativa.
Dall'altra parte del tabellone, intanto, il grande rivale Carlos Alcaraz — numero uno del mondo e fresco vincitore del Career Grand Slam a Melbourne — osserva e aspetta il suo esordio, previsto per oggi contro il francese Arthur Rinderknech. I due, va ricordato, potrebbero incrociarsi solo in un'eventuale finale, che sarebbe la prima della stagione tra i due dominatori del circuito maschile. Ma prima c'è tutta una settimana di tennis da giocare, e Sinner, con questa prestazione, ha mandato un messaggio chiaro: la delusione australiana è stata metabolizzata, archiviata, trasformata in carburante.




