Caldo record a Napoli, bollino rosso e ospedali in affanno: allarme anziani

Caldo record a Napoli, bollino rosso e ospedali in affanno: allarme anziani
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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il termometro non mente e le strade di Napoli ne sono lo specchio più fedele, con quell'alone di calore che sale dall'asfalto e si mischia al tasso di umidità che in questi giorni ha sfiorato punte del 70%, rendendo l'aria pesante come un panno bagnato.

Se oggi il bollino arancione segnala già una situazione di pre-allarme, è per domani, domenica 19 luglio, e per lunedì 20 che il Ministero della Salute ha decretato il livello massimo di allerta, il temuto bollino rosso, con previsioni che parlano di 38 gradi all'ombra e una percezione del caldo ben più elevata a causa dell'afa persistente.

La città, che pure conosce bene il sole cocente dell'estate mediterranea, si trova quest'anno a fare i conti con una terza ondata di calore particolarmente aggressiva, e la Protezione Civile della Regione Campania ha già prorogato l'avviso di criticità fino alle 20 di lunedì, consapevole che il picco di questa ondata non si esaurirà in poche ore.

Ospedali sotto pressione, il Cardarelli registra 230 accessi al giorno

Il riflesso più immediato di questa morsa subtropicale lo si legge nei numeri dei pronto soccorso, e in particolare in quelli del Policlinico Cardarelli, dove si sono toccati picchi di 230 accessi giornalieri, un numero che mette a dura prova la capacità di risposta dell'ospedale.

Tra i pazienti che bussano alle porte del pronto soccorso, gli anziani rappresentano la fetta più vulnerabile e preoccupante, con un incremento delle richieste di assistenza che, in alcune fasce orarie, è arrivato a toccare il 25% in più rispetto alla media stagionale, un dato che gli operatori sanitari faticano a gestire nonostante i piani straordinari attivati per l'emergenza caldo.

I sintomi che si presentano più di frequente sono quelli legati alla disidratazione severa e agli stati confusionali, disturbi che negli over 80 possono degenerare rapidamente in quadri clinici complessi, come dimostra l'attività degli ospedali della Asl Napoli 1, che tra San Paolo, Ospedale del Mare e Pellegrini, nei primi 17 giorni di luglio, hanno già assistito 26 pazienti over 80 con problematiche direttamente riconducibili al caldo eccessivo.

La cappa di afa sui Quartieri Spagnoli e la risposta della Protezione Civile

L'aria immobile che si infila nei vicoli stretti dei Quartieri Spagnoli e si riversa come una colata di piombo fuso sul lungomare di via Caracciolo rende l'idea di come Napoli sia in questo momento una città intrappolata in una morsa che non molla la presa, con il Centro Funzionale della Protezione Civile che ha scelto di non abbassare la guardia e di mantenere attiva l'allerta per tutta la durata del fine settimana.

Per cercare di alleviare le sofferenze delle persone più fragili, da mercoledì scorso è stata aperta gratuitamente la terrazza della piscina dello stadio Collana, nel quartiere Vomero, un'iniziativa pensata per offrire un rifugio a chi vive in case senza aria condizionata o in abitazioni che diventano delle vere e proprie trappole termiche, ma resta alto il timore per gli anziani soli, spesso poco avvezzi a bere a sufficienza o a riconoscere i primi segnali di un colpo di calore.

Il bollettino del Ministero e la terza ondata di calore sull'Italia

Il bollettino del Ministero della Salute non lascia spazio a fraintendimenti e colloca Napoli tra le città in cui il caldo diventa un pericolo concreto per la salute pubblica, e per la prima volta in questa afosa stagione estiva il capoluogo campano si trova a fare i conti con il livello di allerta massimo, in un contesto in cui molte altre città italiane stanno vivendo situazioni analoghe.

La decisione di protrarre l'avviso di criticità fino a lunedì sera è una misura che tiene conto dell'accumulo di calore dei giorni precedenti, un fenomeno che impedisce alle temperature di scendere in modo significativo durante le ore notturne, e che trasforma le notti in momenti di sofferenza soprattutto per chi vive in condizioni abitative precarie o in zone particolarmente esposte al sole.

L'attenzione resta alta e il sistema sanitario è in stato di pre-allarme operativo, con le strutture ospedaliere che hanno già attivato i protocolli per l'emergenza caldo, mentre la Protezione Civile continua a monitorare l'evoluzione della situazione, nella speranza che l'ondata di calore possa esaurirsi senza lasciare strascichi troppo gravi sul fronte della salute pubblica.

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