Oro sopra i 5.000 dollari, borsa Milano sfiora i 47mila punti

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Le borse europee, in una giornata segnata da movimenti contrastanti, hanno mostrato una tenuta complessiva nonostante le incertezze provenienti dai mercati tecnologici d'oltreoceano. Dopo il calo del Nasdaq, legato a fondati dubbi sulla redditività degli investimenti nel settore dell'intelligenza artificiale, i listini del vecchio continente hanno opposto una resistenza che, in alcuni casi, si è tradotta in guadagni significativi. Piazza Affari, in particolare, si è distinta per dinamismo, con il Ftse Mib che ha aggiornato i suoi massimi da oltre un quarto di secolo, sfiorando nel corso della seduta la soglia psicologica dei 47.000 punti. La chiusura, seppur in parziale ribasso rispetto ai picchi intraday, ha comunque registrato un progresso dello 0,47%, un dato che conferma il vigore di un mercato trainato da settori tradizionali e da specifiche situazioni societarie.

I metalli preziosi risplendono in un quadro monetario incerto

Sullo sfondo delle contrattazioni azionarie, il vero protagonista della giornata finanziaria è stato senza dubbio l’oro, il cui prezzo spot ha superato la barriera dei 5.000 dollari l’oncia. Questo balzo, che segue un rialzo giornaliero del 6% – il più ampio dall'anno della grande crisi finanziaria –, appare strettamente connesso alle recenti decisioni della Federal Reserve. La nomina voluta dal presidente Trump, che ha scelto una figura nota per le posizioni rigorose sul controllo dell’inflazione, ha infatti generato attese di un cambio di passo nella politica monetaria americana, spingendo molti investitori verso asset considerati rifugio. In questo solco si inserisce anche la rimonta dell’argento, i cui futures hanno guadagnato circa l’8%, in un rally che coinvolge trasversalmente i metalli preziosi mentre il dollaro continua a mostrare andamenti oscillanti.

Il traino bancario e il caso Mediobanca-Mps

A Milano, l’indice principale ha trovato un potente motore nel comparto creditizio, dove spicca l’exploit di Mediobanca, arrivata a segnare rialzi vicini al 6% in una sola sessione. Le acquisizioni, che qualcuno ha definito speculative, sono alimentate da persistenti voci di una possibile offerta pubblica di acquisto da parte di Monte dei Paschi di Siena, istituto che proprio oggi ha tenuto la propria assemblea. L’incontro degli azionisti di Mps ha avuto come esito l’approvazione di modifiche statutarie ritenute cruciali, tra cui l’introduzione della lista del consiglio presentabile dal cda in carica e una riduzione della quota minima di utili da accantonare a riserva legale, interventi interpretati dal mercato come un passo verso operazioni di consolidamento. Non a caso, il titolo della banca senese ha chiuso in positivo, contribuendo al clima favorevole che ha coinvolto gran parte del settore.

Un'Europa divisa in attesa dei bilanci Usa

Il quadro continentale si è presentato però frammentato, con Parigi e Londra che hanno registrato incrementi contenuti, mentre Francoforte ha chiuso in netto terreno negativo, cedendo lo 0,72%. La divergenza di performance riflette una cautela diffusa, dettata anche dall’attesa per l’avvio della stagione delle trimestrali delle grandi società americane, i cui risultati offriranno indicazioni concrete sulla salute dell’economia reale. Gli investitori, dopo aver premiato i titoli industriali e alcune realtà come Inwit e Stellantis, sembrano ora adottare una posizione di osservazione, consci del fatto che la solidità dei recenti rialzi sarà messa alla prova dai dati societari e dalle future mosse delle banche centrali. Il mercato, insomma, respira un’aria di ottimismo cauto, sospeso tra record storici e la consapevolezza dei rischi che permangono.

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