La tempesta perfetta sui chip: SK Hynix avverte, "sarà il 2027 l'anno peggiore"
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Redazione Economia
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Secondo le dichiarazioni rilasciate dal CEO di SK Hynix, Kwak Noh-jung, il settore della memoria si appresta a vivere il suo momento più critico nel 2027, con una carenza di offerta destinata a diventare la più grave mai registrata. "Prevediamo che il prossimo anno sarà il peggiore nella storia del settore dal punto di vista dell'offerta", ha affermato il manager, sottolineando come la domanda dei clienti continui a crescere senza sosta, mentre la capacità produttiva dell'azienda rimane limitata.
Una situazione, quest'ultima, che secondo le stime interne potrebbe perdurare ben oltre il 2030, con il fabbisogno dei partner destinato a superare costantemente la produzione disponibile. Un contesto di scarsità destinato a influenzare l'intera filiera tecnologica, come dimostra l'ultima mossa della società sudcoreana sul mercato azionario statunitense.
Il debutto da record al Nasdaq e la raccolta da 26,5 miliardi
In quello che è stato descritto come uno dei maggiori collocamenti di sempre, SK Hynix ha fatto il suo ingresso al Nasdaq con un balzo del 12,8%, trasformando un colosso dei chip in un titolo improvvisamente accessibile agli investitori internazionali. Gli American Depositary Receipts, collocati a 149 dollari, hanno aperto le contrattazioni a 170 dollari per poi chiudere la prima seduta a 168,01 dollari, alimentando un'operazione che ha permesso alla società di raccogliere circa 26,5 miliardi di dollari.
L'entusiasmo per il debutto, tuttavia, non si è tradotto in un analogo ottimismo sul mercato domestico coreano: il giorno successivo alla quotazione americana, le azioni ordinarie di SK Hynix sulla borsa di Seul hanno subito un brusco calo, segnando una flessione che in alcuni momenti ha superato l'8%. Un movimento, quest'ultimo, attribuito dagli analisti a un fisiologico realizzo di profitti da parte di quegli investitori che avevano già scontato l'evento nei prezzi, oltre che a una certa cautela in vista dei risultati del secondo trimestre.
Samsung studia il salto in America, ma il precedente pesa
Sull'onda del successo della rivale, anche Samsung Electronics avrebbe iniziato a muoversi per valutare un suo sbarco negli Stati Uniti. Secondo quanto riportato dall'agenzia Bloomberg, il colosso tecnologico coreano sarebbe in contatto con alcune banche d'affari per esplorare la possibilità di un'offerta di ADR, sebbene le discussioni si trovino ancora in una fase preliminare e potrebbero non tradursi in un'operazione concreta.
Un'eventuale quotazione rappresenterebbe per Samsung un'occasione per allargare la propria base di investitori e ridurre quel "discount coreano" che da tempo penalizza i titoli del Paese sui mercati internazionali, ma il fantasma della "maledizione" di SK Hynix aleggia sul progetto. In molti osservano, infatti, come la performance del titolo a Seul dopo il debutto americano abbia mostrato una brusca inversione di tendenza, segnalando che i benefici di una maggiore visibilità potrebbero non tradursi automaticamente in un apprezzamento del valore per gli azionisti esistenti.
Domanda insaziabile e una crisi che si allunga fino al 2030
A rendere ancora più complesso il quadro, le parole di Kwak Noh-jung che dipingono uno scenario di carenza strutturale destinato a protrarsi nel lungo termine. La domanda dei clienti, ha spiegato il CEO, continuerà a superare la capacità produttiva dell'azienda anche dopo il 2030, nonostante i piani di espansione già in cantiere. Una prospettiva che ha già spinto molti acquirenti a siglare accordi di fornitura pluriennali, blindandosi contro una scarsità che rischia di paralizzare l'intero settore.
La causa principale di questa corsa all'oro è l'intelligenza artificiale, il cui sviluppo richiede memoria ad alta velocità come le HBM, componenti in cui SK Hynix detiene una posizione di leadership con una quota di mercato del 58% nel primo trimestre del 2026, ben davanti a Samsung e Micron, entrambe al 21%.
In questo contesto, l'eventuale ingresso di Samsung a Wall Street si configurerebbe come un tentativo di non restare indietro nella corsa ai capitali, in un momento in cui il settore dei chip di memoria è chiamato a raccogliere la sfida più impegnativa della sua storia recente.




