Quinta allerta bomba a Roma, artificieri mobilitati in via Sistina per una valigia rosa abbandonata
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Redazione Interno
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La psicosi da ordigni, o meglio quel meccanismo che porta alla segnalazione di bagagli sospetti, non ha allentato la sua morsa sul centro storico di Roma, dove nella tarda mattinata di oggi, mercoledì 4 marzo, si è registrato il quinto intervento degli artificieri in meno di ventiquattrore. Erano da poco passate le 11:20 quando la vista di una valigia di colore rosa, lasciata incustodita proprio davanti alla vetrina di un negozio di ottica lungo via Sistina, ha costretto le forze dell’ordine ad attivare il consueto e ormai collaudato protocollo di sicurezza. Gli agenti della polizia, giunti prontamente sul posto, hanno provveduto a delimitare l’area e a interdire la circolazione sia pedonale che veicolare, in attesa dell’arrivo degli specialisti. Questi ultimi, dopo aver effettuato le verifiche del caso con le dovute procedure, non hanno trovato alcun materiale pericoloso, confermando anche in questa occasione la natura infondata dell'allarme e consentendo così il rapido ripristino della normalità nella zona.
Una sequenza di allarmi nel cuore della capitale
L’episodio di via Sistina rappresenta, suo malgrado, l’ultimo anello di una catena di segnalazioni che ha tenuto con il fiato sospeso residenti e istituzioni. Il primo allarme era scattato nel primo pomeriggio di ieri, martedì 3 marzo, intorno alle 13:30 in piazza Venezia, un crocevia simbolico e nevralgico per la città. A quello hanno fatto seguito, in rapida e quasi concitata successione, interventi in largo Chigi, a due passi da palazzo Chigi, poi in via della Scrofa, dove ha sede un noto partito politico, e infine a palazzo Grazioli, storicamente legato a figure istituzionali e oggi sede della stampa estera. In alcune di queste circostanze, come accaduto per gli edifici di largo Chigi e di via della Scrofa, si era reso necessario procedere con evacuazioni precauzionali, un atto dovuto per scongiurare qualsiasi rischio, seppur minimo, per l’incolumità delle persone presenti. In tutti i casi, l’intervento degli artificieri si è concluso con l’accertamento dell’assenza di pericoli, ma l’effetto cumulativo sulla città è stato tangibile: strade chiuse, controlli rafforzati e un clima di comprensibile apprensione che ha avvolto le aree del cosiddetto "perimetro della politica".
L’analisi degli inquirenti e le parole del sottosegretario
Sulla sequenza di eventi che ha paralizzato il centro, gli inquirenti mantengono un profilo basso ma vigile, cercando di comprendere se dietro queste azioni vi sia una regia unica o se si tratti di episodi isolati e scollegati tra loro. La reiterazione degli allarmi, concentrata in una finestra temporale così ristretta e in luoghi di alto valore simbolico e istituzionale, rende complesso il lavoro di chi indaga. A fornire una chiave di lettura, seppur cauta, è stato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla sicurezza, Alfredo Mantovano, che a margine di un incontro ufficiale ha voluto lanciare un messaggio improntato alla misura e alla prudenza. È bene informare i cittadini, ha sostanzialmente argomentato, ma un’enfasi eccessiva sul fenomeno potrebbe involontariamente alimentare il rischio di emulazione da parte di persone con disturbi o desiderose di visibilità, trasformando un disagio localizzato in un problema di ordine pubblico più esteso.
Il modus operandi e la risposta delle forze dell’ordine
Quella che si sta vivendo nella Capitale è una situazione che mette a dura prova il sistema di sicurezza cittadino. Ogni segnalazione, anche quelle che poi si rivelano infondate, comporta l’attivazione immediata di un meccanismo complesso e dispendioso in termini di risorse umane e strumentali. Gli agenti delle volanti, i poliziotti del commissariato di zona e, soprattutto, gli artificieri, sono costretti a intervenire in tempi rapidissimi, bloccando il traffico e gestendo la folla, spesso composta da turisti e curiosi. Nel caso specifico di via Sistina, l’oggetto del sospetto era una valigia rosa, un particolare cromatico che non è passato inosservato a chi ha lanciato l’allarme. Una volta accertata l'assenza di esplosivi e la completa inoffensività del bagaglio, la situazione è rapidamente tornata alla normalità, ma resta alta l'attenzione delle forze dell'ordine presidiano le zone sensibili per prevenire nuovi episodi, nella speranza che la catena di interventi possa finalmente interrompersi.




