Telemarketing molesto, le chiamate non calano: all’orizzonte il blocco di novembre
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Redazione Economia
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Nonostante l’entrata in vigore, lo scorso 19 agosto, di nuove e più stringenti norme per arginare il fenomeno, le fastidiose chiamate di telemarketing non accennano a diminuire. Molti utenti, anzi, segnalano un preoccupante intensificarsi delle telefonate indesiderate, che giungono più volte nel corso della stessa giornata, spesso mascherate da numeri falsi attraverso la pratica dello spoofing. Una situazione che, stando ai numerosi report che giungono dai consumatori, appare ben lontana dal migliorare, nonostante le rassicurazioni delle autorità.
L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM), dal canto suo, si è detta soddisfatta dei primi risultati ottenuti dall’inasprimento normativo, sostenendo che le chiamate moleste, pur essendo ancora ben presenti, mostrerebbero finalmente i primi segni di una diminuzione. A suffragio di questa tesi, l’Autorità ha diffuso i dati relativi al mese di settembre, che parlano di oltre 43 milioni di telefonate bloccate dai vari sistemi di filtraggio. Un numero enorme, che dimostrerebbe come la strada intrapresa per contrastare il fenomeno dello spoofing – che permette ai call center di nascondersi dietro a numeri simili a quelli privati – stia iniziando a produrre i suoi primi, tangibili effetti.
Tuttavia, le associazioni di consumatori, che già in estate avevano espresso scetticismo sull’efficacia del provvedimento, restano in attesa di verifiche più concrete. Come aveva precisato Gabriele Melluso, presidente di Assoutenti, «occorrerà attendere novembre per capire se la misura determinerà reali benefici per gli utenti». Il riferimento è all’ulteriore step in programma per il prossimo mese, quando è atteso un nuovo, decisivo blocco tecnico che dovrebbe impedire del tutto la mascherazione dei numeri. Quella in corso, quindi, appare come una fase di transizione, caratterizzata da una corsa contro il tempo tra chi tenta di eludere le norme e chi si prepara a inasprirle ulteriormente.




