Highguard, il free-to-play di ex Respawn, parte in salita: valanga di recensioni negative su Steam
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Nonostante le premesse e il pedigree dei suoi creatori, l'esordio su Steam di Highguard, il nuovo sparatutto gratuito di Wildlight Entertainment, è stato tutt'altro che trionfale. La piattaforma di Valve, infatti, è stata investita nelle prime ore da una valanga di giudizi negativi, molti dei quali segnalano problemi tecnici ricorrenti e una certa instabilità dei server. Al punto che, nel momento in cui scriviamo, oltre l'ottanta per cento delle valutazioni è sfavorevole: su un totale di circa duemilasettecento recensioni, soltanto il diciotto per cento risulta positivo, un dato che getta un'ombra significativa sull'accoglienza riservata dalla porzione più vocale del pubblico.
I numeri del lancio e il crollo del picco giocatori
I dati relativi all'affluenza, sebbene non catastrofici, non possono essere considerati eccezionali per un Titolo free-to-play che aveva attirato una discreta attenzione mediatica prima del lancio. Secondo i tracciati di SteamDB, all'apertura ufficiale dei server – avvenuta alle 18:00 – il gioco ha registrato un picco di novantasettemila giocatori simultanei, un numero che però non è stato mantenuto nel corso della serata. La curva è infatti calata in modo piuttosto rapido, attestandosi intorno ai sessantaquattromila utenti attivi, un calo che qualcuno, tra i commenti, ha associato proprio alle difficoltà tecniche incontrate.
Il progetto ambizioso dello studio indipendente
Proprio oggi, Highguard è diventato disponibile senza costo su PC, PlayStation 5 e Xbox Series X|S, marcando il debutto dello studio indipendente Wildlight Entertainment. Quest'ultimo, come ormai noto, è formato da un gruppo di sviluppatori veterani provenienti da esperienze di peso come Apex Legends, Titanfall e Call of Duty: Modern Warfare, i quali hanno cercato di confezionare un'esperienza competitiva dal carattere volutamente ibrido. L'obiettivo dichiarato era quello di fondere in un unico titolo, che non si limitasse a replicare i filoni più battuti, elementi di sparatoria PvP tradizionale, meccaniche d'assedio e dinamiche di controllo del territorio, il tutto all'interno di partite concepite per diventare progressivamente più frenetiche e verticali.
Una formula che mescla generi e dinamiche
Il titolo, che si era già fatto notare per alcune critiche ricevute in occasione di una precedente premiazione, propone una formula multiplayer incentrata su squadre da tre giocatori. Il design, orientato a una progressione dinamica, punta a miscelare modalità di gioco riconoscibili – come l'assalto a una base o la classica “ruba bandiera” – con un sistema di eroi dalle abilità differenziate, in uno scenario di scontro che promette un'escalation costante. L'architettura tecnica prevede il cross-play completo tra tutte le piattaforme supportate, una scelta quasi obbligata per massimizzare la base di giocatori in un mercato così saturo, ma che evidentemente, almeno nella fase di rodaggio, non è bastata a compensare le criticità emerse.




