Gonnesa piange due vite spezzate sull'asse mortale del Sulcis

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un boato nel cuore della notte ha ridotto al silenzio un tratto della Statale 130, l'arteria che solca il Sulcis Iglesiente, dove l'assenza di un guard rail ha trasformato la strada in una trappola. Dall'impatto frontale, di una violenza inaudita, non c'è stato scampo per Marco Contini, che aveva soltanto 22 anni ed era di Gonnesa, e per Emanuele Cisci, di 51 anni, residente nella frazione di Nuraxi Figus; entrambi operai, le cui esistenze sono state stroncate in un attimo, senza che si potesse fare nulla per loro. Nell'abitacolo della stessa vettura, miracolosamente sopravvissuto allo schianto, si trovava Luca Piras, 34enne imprenditore del settore della ristorazione: le sue condizioni, sebbene gravi, non destano al momento preoccupazione per la sua vita, costituendo l'unico, labile filo che lega al mondo dei vivi una tragedia altrimenti compiuta.

Un territorio stretto attorno alle famiglie

La notizia del dramma, che si è consumato lungo il tratto che aggira Iglesias, si è diffusa con rapidità lacerante, riversando sulla popolazione un senso di stupore e di angoscia. Il sindaco di Gonnesa, Pietro Cocco, ha fatto immediatamente sentire la propria voce, esprimendo, attraverso un messaggio di profondo cordoglio pubblicato sulla pagina istituzionale del Comune, il dolore che attraversa l'intero paese. “Un dolore che colpisce tutto il paese, qui ci conosciamo tutti”, ha scritto, evidenziando come in realtà di dimensioni così raccolte la perdita di due concittadini, specialmente quando sono giovani, lasci un vuoto incolmabile e collettivo, toccando da vicino una moltitudine di persone.

Il bollettino di guerra delle strade sarde

Quella di Contini e Cisci, pur nella sua devastante unicità per le famiglie coinvolte, non è una storia isolata nel contesto regionale, ma si inserisce in un ben più ampio e tragico bollettino. I dati, spietati, parlano di 83 croci piantate ai bordi delle strade sarde dall'inizio di quest'anno, un conteggio che, seppur in leggera flessione rispetto allo stesso periodo del 2024, continua a dipingere un quadro allarmante. Il tasso di mortalità sull'Isola, come sottolineato dal nuovo rapporto dell'Osservatorio sardo sulla sicurezza stradale, si attesta infatti su valori quasi doppi rispetto alla media nazionale, una divergenza che impone una riflessione stringente e non più procrastinabile.

Le provinciali nel mirino degli investimenti

Le analisi degli esperti indicano con chiarezza come le strade provinciali rappresentino oggi il segmento più pericoloso dell'intera rete viaria, il punto critico dove il rischio di incidenti gravi si fa più concreto. Proprio per fronteggiare questa emergenza, la Regione Sardegna ha previsto uno stanziamento cospicuo, quantificato in 110 milioni di euro, finalizzato esclusivamente alla messa in sicurezza di questi tracciati. Si tratta di un intervento necessario, che molti attendono come una svolta, nella speranza che simili tragedie, che privano il territorio di energie vitali e spezzano legami affettivi, possano un giorno diventare solo un ricordo lontano.

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