Omicidio all’alba nel Pisano, fermato sull’A1 il presunto killer di Kevin Muharremi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   È durata poche ore la fuga del presunto assassino di Kevin Muharremi, il venticinquenne di origini albanesi ucciso nella notte tra venerdì e sabato a Montecalvoli, una frazione del comune di Santa Maria a Monte, in provincia di Pisa. L’uomo, un connazionale della vittima, è stato bloccato in tarda mattinata nel tratto aretino dell’autostrada A1: a stringergli le addosso sono state due pattuglie della sezione di Battifolle della polizia stradale, allertate dai carabinieri del comando provinciale di Pisa che da ore stavano setacciando la zona alla sua ricerca. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, coordinate dal sostituto procuratore Fabio Pelosi, il fermato viaggiava a bordo di un suv grigio, verosimilmente lo stesso utilizzato per compiere l’agguato, e non avrebbe opposto resistenza al momento del blocco -1-6.

La dinamica dell’omicidio, avvenuto intorno alle cinque e mezza del mattino di sabato 14 febbraio, è stata ricostruita grazie ai primi rilievi della scientifica e alle testimonianze raccolte sul posto. Kevin Muharremi, che risiedeva a Fucecchio e lavorava in un autolavaggio, si trovava sul sedile del passeggero anteriore di una Fiat Doblò; con lui viaggiavano altre due persone, tra cui un cugino, rimaste illese ma in stato di choc -2-4. La sua auto stava percorrendo via della Repubblica, una strada centrale del paese, quando è stata affiancata da un altro veicolo, dal quale sono partiti almeno tre colpi d’arma da fuoco. Uno di questi, fatale, ha raggiunto il venticinquenne al collo, spezzandone la vita in pochi istanti e davanti agli occhi degli amici che erano con lui -3-7.

Sul luogo della tragedia, una zona normalmente tranquilla di fronte a un bar e non lontano dalla sede della Misericordia, i residenti hanno sentito gli spari e le urla disperate dei ragazzi, che invocavano il nome di Kevin -9. Immediata la richiesta di soccorso, ma all’arrivo del personale del 118 non c’era ormai più nulla da fare per il giovane. I carabinieri, giunti poco dopo, hanno isolato l’area per consentire i rilievi del medico legale e della polizia scientifica, concentrandosi sulla ricerca di elementi balistici e di ogni traccia utile a ricostruire la dinamica esatta dell’esecuzione -4-10.

L’ipotesi al momento più accreditata, e su cui gli investigatori stanno concentrando gli approfondimenti, è che il delitto possa essere maturato all’interno di una lite scoppiata poco prima in un locale della Valdera, forse a Capanne, nel comune di Montopoli Valdarno -1-9. Non è chiaro se tra i due veicoli sia nato un inseguimento o se l’aggressore, come pare più probabile, abbia atteso il momento opportuno per colpire una volta riconosciuta l’auto della vittima. Gli inquirenti stanno ora vagliando le immagini delle telecamere di videosorveglianza pubbliche e private, incluse quelle per la lettura delle targhe, per confermare il movente e il grado di premeditazione dell’agguato -5-6.

La fuga e il blocco in autostrada

L’identificazione del presunto killer, di cui non sono state rese note le generalità, è stata rapida. Già nelle ore immediatamente successive all’omicidio, i carabinieri del nucleo investigativo di Pisa avevano diramato una nota di ricerca per un uomo di origine albanese fuggito a bordo di una Range Rover di colore grigio -6. È probabile che il lavoro incrociato tra le testimonianze e l’analisi dei filmati abbia permesso di risalire al numero di targa, portando così all’intercettazione sull’autostrada A1, nel tratto aretino. Il fermato, che risulta essere un giovane del 2005 con precedenti per spaccio secondo alcune prime indiscrezioni, è stato accompagnato in caserma a disposizione dell’autorità giudiziaria per l’interrogatorio di garanzia -1-6.

L’incrocio di piste e le indagini in corso

Gli investigatori, pur avendo in pugno il presunto esecutore materiale, continuano a lavorare per definire con esattezza il contesto in cui è maturato il gesto. La lite avvenuta nel locale notturno resta il movente principale, ma non si esclude che possa esserci un retroscena più complesso, legato a vecchie conoscenze tra i due o ad ambienti dello spaccio, visto il precedente penale del fermato -1-2. Fondamentali in questo senso saranno gli interrogatori dei due amici presenti in auto con Muharremi, ascoltati a lungo dai carabinieri, e l’analisi dei tabulati telefonici per ricostruire gli spostamenti e i contatti delle ore precedenti l’agguato. Via della Repubblica è rimasta chiusa al traffico per diverse ore, mentre la Procura di Pisa mantiene il massimo riserbo sugli sviluppi processuali -2-5.

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