L'escalation del conflitto tra Israele e Hamas: la strategia di Israele e le temute bombe Edf
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Redazione Esteri
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Due settimane di costanti bombardamenti hanno colpito la Striscia di Gaza, ma Israele non ha ancora avviato l'invasione su larga scala annunciata poco dopo gli attentati di Hamas avvenuti l'7 e l'8 ottobre. Gaza City e le principali città del nord della Striscia sono state quasi completamente distrutte, richiamando alla mente le immagini della città ucraina di Mariupol dopo gli attacchi russi.
Nonostante ciò, all'interno delle rovine si trovano i tunnel di Hamas, trappole e pericolosi esplosivi EFP, che aspettano le forze di difesa israeliane (IDF). Il ministro della Difesa israeliano, Yoav Gallant, ha illustrato il piano diviso in tre fasi con il quale "distruggere le organizzazioni terroristiche di Hamas e liberare gli ostaggi".
La guerra tra Israele e Hamas è cominciata subito dopo l’assalto dei miliziani arrivati dalla Striscia di Gaza il 7 ottobre. Superato lo shock iniziale, l’esercito israeliano ha cominciato fin da subito a pianificare un intervento con mezzi di terra all’interno della Striscia, dove si nascondono i terroristi di Hamas. Un’operazione che però, a due settimane dalla strage di cittadini israeliani (1.400 finora le vittime) non è ancora partita.




