Guerra Israele-Hamas: sì al carburante a Gaza, Israele colpisce nel sud
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Redazione Esteri
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L'operazione militare di Israele si è estesa anche al sud di Gaza. Nel frattempo, sono entrati nella Striscia i primi 17mila litri di gasolio dopo settimane di pressing della comunità internazionale, Stati Uniti in testa, per le forniture di carburante all'enclave al collasso. L'operazione condotta «in terra, in cielo e dal mare» proseguirà ovunque si trovino i miliziani e «poiché Hamas si trova anche nel sud della Striscia, si estenderà lì. solo due autocisterne al giorno, ma l’ultradestra al governo protesta: «I tre al comando ci portano nella direzione sbagliata». La colonna umana di sfollati che tentano di lasciare la Striscia di Gaza da sud. Due autocisterne al giorno, 60 mila litri di gasolio contro i 7 milioni alla settimana che arrivavano nella Striscia di Gaza. Una goccia scura che il governo israeliano ha accettato di concedere sotto la pressione degli americani e con la consapevolezza che la quantità di diesel è la minima necessaria per mantenere in funzione il sistema di ripulitura del sistema fognario ed evitare il diffondersi di malattie nel sud del corridoio di sabbia dove si è ammassato un milione e mezzo di sfollati su 2,2 milioni di abitanti, le Nazioni Unite avvertono che c’è il rischio di una carestia. il quadro fatto all’Assemblea Generale delle Nazioni unite, dal Sottosegretario generale per gli affari umanitari Martin Griffiths conferma la gravità della crisi umanitaria innescata dall’offensiva aerea e di terra lanciata da Israele più di 40 giorni fa dopo l’attacco di Hamas. Dei 24 ospedali nel nord di Gaza, ha spiegato Griffiths solo uno – l’ospedale al-Ahli – è operativo e accoglie pazienti.




