Madrid perde i suoi re, Sinner valuta il trono tra forfait e record
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Redazione Sport
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Il Masters 1000 di Madrid, in programma dal 22 aprile al 3 maggio sulla terra battuta della Caja Magica, si avvia verso l’edizione più anomala degli ultimi anni, privato com’è dei suoi principali attrattori. A poche ore dal sorteggio del tabellone principale, il torneo spagnolo ha incassato due colpi durissimi: prima Novak Djokovic e poi Carlos Alcaraz hanno ufficializzato la loro rinuncia, lasciando un vuoto incolmabile nel seeding e, forse, un’opportunità d’oro per chi resterà a giocarsi il titolo.
Novak Djokovic, il cui forfait era nell’aria da giorni, ha scelto i social network per rompere il silenzio: “Madrid, sfortunatamente non sono pronto a competere quest’anno. Sto lavorando per recuperare, a presto. Hasta pronto!”. Il serbo, alle prese con un problema alla spalla destra che lo ha già fermato a Miami e Montecarlo, ha comunque fatto capolino nella capitale spagnola, dove è stato immortalato in tribuna alla Movistar Arena. Accanto a lui, a seguire il big match di Eurolega tra Real Madrid e Stella Rossa, c’era Luka Doncic; due fuoriclasse accomunati dallo stesso status di “grandi esclusi” per infortunio, ma pronti a tornare al centro dell’attenzione appena possibile.
Se l’assenza di Djokovic era preventivabile, quella di Carlos Alcaraz ha un sapore diverso, quasi più amaro per gli organizzatori. Il numero 4 del mondo ha dato forfait per il secondo anno consecutivo, un duro colpo per il pubblico di casa. Lo spagnolo, costretto al ritiro la scorsa settimana a Barcellona a causa di un problema al polso destro, ha provato a recuperare, ma alla fine ha dovuto gettare la spugna, preferendo preservarsi in vista degli impegni cruciali di Roma e Parigi. Un’assenza, la sua, che non solo svuota lo stadio, ma rivoluziona completamente la geografia del tabellone.
Con i riflettori spenti sui due big, l’attenzione si sposta tutta su Jannik Sinner. L’azzurro, attuale numero uno al mondo, è ancora in bilico: da una parte la tentazione di sfruttare un tabellone spianato per allungare una striscia vincente che già lo vede trionfatore degli ultimi quattro Masters 1000 (Parigi, Indian Wells, Miami e Montecarlo), dall’altra la prudenza. Il precedente del 2024, quando un infortunio all’anca rimediato proprio a Madrid gli fece saltare gli Internazionali di Roma, pesa come un macigno nelle valutazioni del suo team. La decisione, che verrà presa in extremis, determinerà la natura di questo torneo: se sarà una semplice passerella o una caccia a un record storico che nemmeno Djokovic e Nadal sono riusciti a centrare, quello dei cinque 1000 consecutivi vinti.
Un tabellone rimodulato per Sinner
In attesa del responso definitivo su Sinner (che intanto si è comunque messo in viaggio verso Madrid per la cerimonia dei Laureus), il sorteggio ha già subito una profonda revisione. Con l’addio di Alcaraz e Djokovic, la testa di serie numero uno sarebbe Sinner (partecipazione permettendo), tallonato da Alexander Zverev come numero 2. A seguire, scalano posizioni di prestigio giocatori come Felix Auger-Aliassime e Taylor Fritz, quest’ultimo però anch’egli uscito di scena nelle ultime ore, insieme al francese Giovanni Mpetshi Perricard, infortunato al polso.
Se l’altoatesino dovesse scendere in campo, il suo cammino verso la finalissima eviterebbe scontri diretti con Zverev prima dell’atto conclusivo, mentre un ipotetico derby azzurro con Lorenzo Musetti – reduce da buone sensazioni – potrebbe concretizzarsi solo ai quarti di finale. La rinuncia di Alcaraz, inoltre, regala a Sinner un’autostrada nel ranking: i 110 punti di distacco dallo spagnolo potrebbero trasformarsi in un divario incolmabile in ottica numero 1, considerando che Carlitos dovrà difendere il pesante bottino di 3000 punti tra Roma e il Roland Garros. Un tesoretto, quello dei punti, che l’azzurro può amministrare senza l’assillo della difesa.
Il dilemma della terra e il precedente del 2024
La scelta di Sinner, spiegano i bene informati, non è solo tattica ma anche fisiologica. Madrid, situata a quasi 700 metri di altitudine, presenta condizioni di gioco molto particolari: la palla vola più veloce e la pressione atmosferica ridotta cambia i tempi degli scambi. Un’adattamento non semplice, soprattutto a ridosso degli Internazionali di Roma, dove la terra è più lenta e pesante. Il rischio concreto è quello di sprecare energie preziose per un adattamento che potrebbe rivelarsi controproducente in vista dell’obiettivo primario, la conquista del Roland Garros.
A pesare è anche la memoria recente. Nel 2024, Jannik Sinner arrivò a Madrid in ottima forma, ma un problema fisico lo costrinse al ritiro prima del match con Auger-Aliassime; un infortunio che compromise la sua partecipazione agli Internazionali di Roma. I detrattori dell’idea di giocare a Madrid sostengono che ripetere quel tour de force possa sovraccaricare un fisico che finora ha retto a ritmi impressionanti (24 vittorie e 2 sconfitte nel 2026). Dall’altra parte, c’è la fame di vittorie di un campione che a soli 24 anni ha l’occasione di scrivere un’altra pagina di storia, approfittando di un vuoto di potere mai visto nel circuito maschile.
Madrid 2026, un torneo da riscrivere
La Caja Magica, dunque, si appresta a vivere giorni di incertezza. Con l’addio dei due più grandi specialisti della terra battuta degli ultimi anni, il tabellone si è aperto improvvisamente a una schiera di pretendenti che solitamente si giocano le briciole. Per Sinner, se darà l’ok, sarebbe la quinta tappa di un viaggio nel mito; se dirà no, resterà l’enigma di un torneo decapitato, dominato forse da un “semplice” top 10 di passaggio. In attesa di scoprire se l’azzurro salirà sul volo per Madrid o resterà a preparare Roma, una cosa è certa: il torneo spagnolo non sarà quello scritto nel programma di inizio stagione.




