Tragedia a Cremona, operaio di 55 anni precipita da un ponteggio mobile e muore

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La notizia del pomeriggio, destinata a riaccendere il dibattito sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, arriva da Cremona, precisamente da un cantiere allestito in corso Vittorio Emanuele II, dove un operaio di 55 anni, Catalin Moise Robu, ha perso la vita in un volo di dieci metri. L’uomo, di origine romena ma residente a Ghisalba, in provincia di Bergamo, era dipendente di un'impresa edile con sede nel bergamasco e stava effettuando un sopralluogo tecnico su una copertura, quando intorno alle 14:30 di lunedì 16 febbraio si è consumata la tragedia. Secondo le prime informazioni fornite dai carabinieri, che hanno avviato le consuete procedure di rilevamento, la vittima si trovava su una piattaforma aerea mobile, o più precisamente su un ponteggio movibile, per ispezionare alcune infiltrazioni che avevano reso necessario un intervento di manutenzione sull'edificio, e da lì, per cause ancora al vaglio degli inquirenti, ha fatto un salto nel vuoto finendo rovinosamente al suolo.

L'impatto, data l'altezza considerevole dalla quale è precipitato – una decina di metri, stando a una prima e sommaria ricostruzione – non gli ha lasciato scampo. Sul posto, allertati dai colleghi che hanno assistito impotenti alla scena, sono giunti in codice rosso i sanitari del 118 con un'ambulanza e un'auto medica, ma ogni tentativo di rianimarlo, eseguito dai medici giunti tempestivamente, si è rivelato vano. I vigili del fuoco, intervenuti per mettere in sicurezza l'area e gestire le operazioni di recupero, hanno potuto solo constatare la gravità di una situazione che non lasciava spazio a speranze. Oltre a loro, si sono recati sul luogo dell'incidente anche i carabinieri del Nucleo Radiomobile di Cremona, il magistrato di turno e, aspetto cruciale in queste indagini, gli ispettori dell'Ats Val Padana, l'Agenzia di Tutela della Salute, cui spetta il compito di verificare il rispetto delle normative sulla sicurezza e di accertare eventuali negligenze.

La dinamica precisa di quanto accaduto resta al momento avvolta in più di un dubbio, e lo scenario è tutt'altro che chiarito, con gli inquirenti che stanno raccogliendo testimonianze e indizi. Le prime, seppur frammentarie, ricostruzioni giornalistiche locali, come quelle riportate da CremonaOggi e La Provincia di Cremona, parlano di un possibile movimento azzardato: l'operaio, infatti, si sarebbe sporto oltre il parapetto del cestello per eseguire il suo lavoro di verifica, perdendo l'equilibrio e precipitando nel vuoto. Saranno ora i tecnici del servizio Psal (Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro) a dover stabilire se siano state adottate tutte le misure necessarie per prevenire un rischio, quello della caduta dall'alto, che rappresenta una delle principali cause di infortunio nel settore edile, e se il ponteggio mobile fosse ancorato e utilizzato correttamente secondo le vigenti disposizioni.

Questo ennesimo infortunio mortale riporta drammaticamente l'attenzione su un tema spinoso e sempre attuale come quello della sicurezza nei cantieri, in particolare quando si opera a quote elevate. La Procura di Cremona, come prassi in questi casi, aprirà quasi certamente un fascicolo per omicidio colposo, un atto dovuto che permetterà di formalizzare le indagini e di nominare un consulente tecnico per una perizia approfondita. Al momento, gli accertamenti dei carabinieri e degli ispettori dell'Ats si concentrano sul sequestro della piattaforma e sull'acquisizione di tutta la documentazione relativa alla formazione del lavoratore e all'organizzazione del cantiere, cercando di capire se si sia trattato di una fatale disattenzione o, ipotesi più grave per eventuali responsabilità datoriali, di una carenza nelle protezioni collettive o individuali.

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