Alcuni pc arrivano senza ram, e gli smartphone si preparano a rincari record
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Scienza e Tecnologia
-
L'aumento dei prezzi della RAM, che per certi moduli ha superato la soglia del trecento percento, sta innescando una riconfigurazione forzata del mercato dell'hardware. La pressione, derivante in gran parte dalla domanda insaziabile dei data center per l'intelligenza artificiale, sta infatti costringendo i produttori a rivedere le proprie strategie, spingendoli verso soluzioni che fino a poco tempo fa sarebbero state considerate inaccettabili. È in questo contesto, segnato da una carenza che secondo gli analisti durerà anni, che alcune aziende hanno deciso di vendere computer assemblati privi di memoria.
La risposta dei configuratori: sistemi "barebone"
Realtà come MAINGEAR e Paradox Customs, infatti, hanno introdotto nei loro configuratori l'opzione di acquistare pc senza moduli RAM installati. Si tratta di una scelta pragmatica, dettata dalla necessità di contenere i costi finali per il cliente e di aggirare, almeno in parte, le strozzature nella catena di approvvigionamento. Lasciando all'acquirente il compito di recuperare la memoria da un sistema precedente o di procurarsela separatamente, questi assembler trasferiscono fuori dal proprio processo logistico un componente diventato estremamente volatile in termini di prezzo e disponibilità. Una mossa che, se da un lato alleggerisce il listino, dall'altro carica sull'utente finale l'onere di affrontare un mercato parallelo particolarmente turbolento.
L'effetto domino sull'elettronica di consumo
La medesima tensione sui prezzi delle memorie, che non accenna a stabilizzarsi, si sta ormai riversando con forza crescente sul settore degli smartphone. Xiaomi ha già annunciato rincari ufficiali per il suo modello top di gamma, lo Xiaomi 17 Ultra, rompendo un tabù nel mondo competitivo della telefonia. La mossa, come ha sottolineato l'azienda, è una diretta conseguenza dei costi elevati delle memorie e degli investimenti necessari per integrare le funzionalità di intelligenza artificiale. Una logica economica che, a quanto sembra, verrà presto abbracciata anche dai principali concorrenti: sia Apple che Samsung, secondo le indiscreze di mercato, starebbero infatti preparando aumenti di prezzo per i loro dispositivi nel corso del 2026. L'impennata dei costi delle materie prime, dunque, rende queste modifiche quasi obbligate per mantenere i margini di mercato.
Un quadro generale di instabilità prolungata
La fase attuale va ben oltre le normali fluttuazioni di un mercato ciclico. La corsa globale all'IA, che richiede quantità massive di DRAM e NAND flash, sta infatti sottraendo risorse alla produzione destinata all'elettronica di consumo, creando una strozzatura strutturale. Questo scenario spiega perché i rincari siano così marcati e pervasivi, toccando sia i singoli componenti acquistati dagli appassionati sia i prodotti finiti delle grandi marche. Le aziende, di conseguenza, si trovano a dover navigare in un territorio inedito, bilanciando la necessità di restare competitive con l'imperativo di non erodere completamente la propria redditività. Le vendite di pc senza memoria rappresentano solo una delle risposte concrete a questa pressione, anticipando forse un futuro in cui anche altri componenti critici, come gli SSD, potrebbero seguire lo stesso percorso.




