Prezzi in aumento, il Codacons presenta esposto in 104 procure: ipotesi di rialzo fraudolento

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’associazione dei consumatori ha depositato un esposto – che per la sua ampiezza geografica tocca ormai l’intero territorio nazionale – presso le procure della Repubblica di Pescara, Chieti, L’Aquila e Teramo, ma anche in numerosi altri uffici giudiziari sparsi per la penisola, sollevando il sospetto che dietro l’impennata dei listini, osservata in particolare nelle ultime settimane, possano celarsi condotte riconducibili al reato di manovra speculativa o di rialzo fraudolento dei prezzi.

L’iniziativa, che mira a ottenere l’apertura di indagini penali formalmente avviate dalla magistratura, si concentra su settori nevralgici dell’economia: il costo dell’energia, quello dei carburanti – comparto sul quale il Codacons dichiara di esercitare un monitoraggio ufficiale costante – e l’intera filiera agroalimentare, senza trascurare materie prime come plastica, rame, ferro e materiali edili.

La dinamica degli aumenti e il meccanismo speculativo denunciato

Nell’atto formale depositato, l’associazione evidenzia come le tensioni geopolitiche in Medio Oriente – spesso utilizzate come giustificazione per i rincari – rappresentino un momento di particolare fragilità per l’equilibrio economico globale; quando però questa fragilità si traduce in aumenti sproporzionati su beni essenziali, si determina un impatto diretto sulla vita quotidiana dei cittadini e sul loro potere d’acquisto. Il sospetto, insomma, è che alcuni operatori stiano sfruttando la contingenza internazionale per aumentare artificiosamente i margini di guadagno.

Prendendo come paradigma il comparto dei carburanti, il Codacons ha prodotto un calcolo emblematico per dimostrare la portata del fenomeno: le vendite annue sulla rete ordinaria ammontano a circa 23,4 miliardi di litri, pari a oltre 64 milioni di litri al giorno, circostanza che rende evidente come anche incrementi unitari apparentemente modesti possano generare trasferimenti di ricchezza di enorme entità a carico dei consumatori.

Dai prodotti agricoli alle materie prime industriali, i settori sotto la lente

Ma la denuncia non si limita ai rincari alla pompa. L’esposto segnala un effetto domino che coinvolge l’agricoltura, dove l’aumento del gasolio agricolo e dei fertilizzanti – questi ultimi già soggetti a tensioni speculative – rischia di comprimere ulteriormente i margini degli operatori primari, per poi riflettersi inevitabilmente sui prezzi di ortofrutta e prodotti alimentari. Parallelamente, nel settore industriale, le segnalazioni riguardano fornitori di materie plastiche che avrebbero richiesto aumenti fino al 30% per la produzione di imballaggi, giustificandoli con le crisi energetiche; un’analoga dinamica di rialzo – che secondo gli inquirenti andrebbe verificata nella sua reale proporzionalità – si registra per il rame, con un balzo che sfiora il 40%, per il ferro e l’alluminio, e persino per il conglomerato bituminoso utilizzato nelle costruzioni.

L’azione legale e il ruolo della guardia di finanza

Con questo esposto, depositato in centoquattro procure sparse su tutto il territorio nazionale, il Codacons chiede ai magistrati di disporre accertamenti investigativi delegati alla Guardia di Finanza e agli altri organi di polizia giudiziaria. L’obiettivo, come si legge nella nota dell’associazione, è verificare la dinamica di formazione dei prezzi lungo le diverse fasi della filiera – dall’approvvigionamento della materia prima al listino al dettaglio – accertando se gli incrementi siano effettivamente proporzionati alle variazioni dei costi reali di produzione. Le ipotesi di reato evocate, in particolare quelle previste dagli articoli 501 e 501-bis del codice penale, puniscono proprio le condotte di chi, attraverso manovre speculative o artifici, determina un rialzo fraudolento dei prezzi sul mercato, arrechendo un danno ingiusto alla collettività.

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