Von der Leyen, la nuova Commissione europea tra sfide e voti risicati
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Redazione Interno
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ROMA – All’indomani della fiducia alla nuova Commissione europea, guidata da Ursula von der Leyen, il Partito Democratico si trova a riflettere sul voto che ha visto una maggioranza risicata sostenere l'esecutivo. La segretaria Elly Schlein ha espresso un sentimento di distacco nei confronti della Commissione, sottolineando che, pur riconoscendo la necessità di far partire il nuovo mandato, il PD non darà per scontato il proprio appoggio futuro.
Paolo De Castro, professore ordinario di Economia e Politica Agraria all’Università di Bologna ed ex ministro dell’Agricoltura, ha commentato che la maggioranza che ha sostenuto von der Leyen è la stessa della scorsa volta, minimizzando le critiche sulla solidità dell'attuale esecutivo. De Castro ha riconosciuto che questioni nazionali all'interno dei gruppi politici hanno influenzato il voto, ma ha ribadito la solidità della nuova Commissione.
Nonostante i veti incrociati tra i gruppi parlamentari, la commissione-bis di Ursula von der Leyen ha ottenuto il via libera per un nuovo mandato quinquennale, che inizierà il 1° dicembre. La votazione, avvenuta all'Europarlamento di Strasburgo, ha visto 370 deputati votare a favore, 282 contro e 36 astenuti, cifre significativamente inferiori rispetto alla precedente investitura di quattro mesi fa.
Il Parlamento Europeo ha ratificato la nomina della seconda Commissione von der Leyen con una votazione per appello nominale, come disposto dall'articolo 129, paragrafo 7, del Regolamento del Parlamento Europeo.




