Crisi idrica in Sicilia, Palermo verso il razionamento
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Redazione Interno
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In Sicilia, la crisi idrica è ormai una realtà ineludibile, con conseguenze drammatiche per cittadini, agricoltori ed enti locali. Agrippino Castania, politologo siciliano, ha lanciato un appello all'Unione Europea affinché intervenga con maggiore forza, utilizzando fondi speciali e strumenti innovativi per affrontare questa emergenza. La situazione è particolarmente critica a Palermo, dove, a partire dal 2 dicembre, scatterà un piano di razionamento idrico, come annunciato da Tommaso Castronovo, presidente regionale di Legambiente.
Nonostante i grandi investimenti degli ultimi vent'anni, i risultati sono stati deludenti. Castronovo attribuisce la responsabilità alla classe politica, che non ha saputo programmare gli interventi necessari. La città di Palermo rischia di rimanere senza acqua già dall'inizio del 2025, se non miglioreranno rapidamente alcuni fattori, tra cui le condizioni meteo.
I laghi di Lentini, Poma e Rosamarina sono tra i più prosciugati, e l'autunno poco piovoso non ha contribuito a superare l'emergenza. Secondo i dati dell'Autorità di bacino del distretto idrografico della Sicilia, al 1° novembre scorso, negli invasi siciliani erano presenti appena 180 milioni di metri cubi d'acqua, a fronte di un volume autorizzato di oltre 700 milioni di metri cubi.
La crisi idrica in Sicilia è un problema complesso e di lunga data, che richiede interventi strutturali e una gestione oculata delle risorse idriche.




