Crisi climatica, il Mediterraneo tocca i 33°C e cambia scenario

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La crisi climatica sta spingendo il Mediterraneo verso temperature mai registrate prima, con una boa di monitoraggio alle Baleari che ha rilevato 33°C sulla superficie del mare. Il dato arriva durante la quarta ondata di calore che ha portato valori estremamente elevati in tutta Europa e descrive un Mediterraneo sempre più caldo anche in profondità. Per i bagnanti la conseguenza più evidente è la sensazione di entrare in acque tiepide, spesso incapaci di offrire un reale sollievo dalla canicola, mentre gli strumenti di monitoraggio mostrano un’anomalia termica fuori dai parametri abituali.

La temperatura registrata dalla boa di Sa Dragonera, alle Baleari, rappresenta un valore eccezionale per il Mediterraneo e viene indicata come un nuovo riferimento nella storia delle osservazioni del bacino. Le acque superficiali del mare, secondo quanto emerge dai dati riportati, hanno raggiunto livelli da piena fascia tropicale, trasformando il Mediterraneo occidentale in un’area caratterizzata da un accumulo di calore particolarmente elevato. La situazione non riguarda soltanto un singolo punto, perché temperature superficiali sopra la norma sono state osservate in diverse zone del mare, con valori molto rilevanti anche nei bacini italiani.

Il Mediterraneo accumula calore e aumentano i rischi legati al maltempo

Un mare più caldo rappresenta un serbatoio di energia maggiore per i sistemi temporaleschi e per le perturbazioni che possono arrivare successivamente. Il riscaldamento del Mediterraneo viene collegato alla possibilità di alimentare fenomeni intensi, con particolare attenzione a nubifragi e grandinate violente. La persistenza del caldo anomalo ha quindi modificato le condizioni del mare, creando un quadro in cui le temperature elevate delle acque diventano un elemento centrale per comprendere l’evoluzione dei fenomeni atmosferici collegati al bacino mediterraneo.

Il fenomeno ha interessato anche il mar Ligure, dove la boa Ispra al largo di La Spezia ha registrato 31°C. Il valore, rilevato nel pomeriggio del 31 luglio, viene indicato come un picco mai raggiunto prima nella storia delle misurazioni del mare ligure. Le temperature raggiunte hanno trasformato il bacino in un’area con caratteristiche sempre più simili a quelle di un serbatoio di calore di matrice tropicale, secondo quanto riportato nelle analisi sulla situazione dei mari italiani.

I dati dei mari italiani e il monitoraggio della temperatura

La situazione attuale del Mediterraneo viene osservata attraverso le rilevazioni delle boe di monitoraggio, che stanno evidenziando valori estremamente elevati sulla superficie marina. Il caso delle Baleari, con i 33°C registrati dalla boa di Sa Dragonera, e quello della Liguria, con i 31°C misurati al largo di La Spezia, mostrano due esempi della forte anomalia termica presente in diverse aree. I dati indicano un riscaldamento che coinvolge in particolare il Mediterraneo occidentale e i bacini vicini alle coste italiane.

Sandro Carniel, oceanografo del Cnr (Istituto di Scienze Polari), ha commentato la situazione attuale dei mari italiani, mentre le rilevazioni continuano a descrivere un quadro caratterizzato da temperature marine molto elevate. Il caldo record del Mediterraneo emerge quindi attraverso misurazioni concrete della superficie del mare, con valori che hanno superato i precedenti riferimenti storici e che stanno modificando le condizioni termiche del bacino durante l’estate.

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