Assemini, ciclista travolto da un furgone sulla statale 130: è in gravi condizioni

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un uomo di 66 anni, che percorreva in bicicletta un tratto della statale 130 nel primo pomeriggio, è rimasto gravemente ferito dopo essere stato investito da un furgoncino, il cui conducente, avendo tamponato il velocipede, si è subito fermato per prestare aiuto e dare l’allarme. L’incidente, che si è consumato tra i due semafori di Assemini in direzione Iglesias, a poca distanza da quello di ingresso al centro abitato, ha reso necessario un intervento di estrema urgenza, tant’è che gli operatori del 118, giunti sul luogo, hanno disposto l’immediato arrivo dell’elisoccorso. Il ciclista, le cui condizioni sono state definite serie fin dai primi soccorsi, è stato dunque trasportato in codice rosso all’ospedale Brotzu di Cagliari, mentre sulla statale, già teatro di numerosi episodi analoghi, sono intervenuti anche i carabinieri del nucleo radiomobile per i consueti rilievi, volti a ricostruire con precisione la dinamica e a stabilire le eventuali responsabilità.

L’intervento dei soccorsi sulla statale

La scena che i soccorsi hanno trovato sul posto, oltre al furgone fermo, era quella di un uomo riverso sull’asfalto, dopo essere stato disarcionato dalla propria bici a seguito dell’urto; la decisione di far intervenire l’elisoccorso, considerata la gravità del trauma e la necessità di un trasferimento rapido verso una struttura di alto specialismo, ha caratterizzato le prime fasi dell’emergenza, condizionando anche i tempi delle indagini, che sono iniziate non appena il personale sanitario ha potuto lasciare la sede dell’incidente. I militari, per loro parte, hanno proceduto a delimitare l’area e a raccogliere gli elementi utili, un compito che, seppur reso più agevole dalla disponibilità del conducente del mezzo coinvolto, si è svolto in un quadro di criticità dato dal traffico residuo e dalla conformazione di quel tratto stradale, notoriamente rischioso per chi la percorre su due ruote senza adeguata protezione.

La pericolosità della statale 130

Quello di ieri pomeriggio rappresenta soltanto l’ultimo, in ordine di tempo, di una lunga serie di incidenti che vedono coinvolti ciclisti sulla statale 130, un’arteria principale la cui viabilità, spesso caratterizzata da un intenso scorrimento di veicoli commerciali e privati, mal si concilia con la presenza di utenti vulnerabili, i quali, non di rado, si trovano a condividere lo stesso spazio senza una separazione fisica efficace. La cronaca, del resto, ha già registrato episodi simili, talvolta con esiti ancor più tragici, che sollevano interrogativi circa la sicurezza di percorsi ciclabili in assenza di infrastrutture dedicate, un tema che, al di là delle singole responsabilità accertate dalla magistratura nelle varie inchieste, rimane di scottante attualità per chi amministra il territorio e per chi è costretto a transitare su quelle strade.

Le indagini in corso

Le indagini dei carabinieri, come prevedibile, sono ora concentrate sull’accertamento delle cause precise del sinistro, che potrebbe essere dipeso da una distrazione, da una velocità inadeguata o da altre variabili, tenendo conto sia della versione fornita dall’autista del furgoncino, sia di eventuali testimonianze e riscontri oggettivi. Gli investigatori, mentre il ferito lotta per la vita al Brotzu, dovranno analizzare ogni dato, dalla posizione dei veicoli all’eventuale presenza di segni di frenata, per consegnare agli inquirenti una relazione il più possibile dettagliata, la quale costituirà la base per qualsiasi successivo procedimento, in un contesto dove la giustizia è chiamata a pronunciarsi, con rigore e tempestività, su fatti che mettono in luce le fragilità del sistema della mobilità.

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