Omicidio di Raffaele Capriati, un possibile testimone emerge
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Redazione Interno
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Raffaele Capriati, 39 anni, nipote del boss Antonio Capriati, è stato ucciso con quattro colpi di pistola il 1° aprile a Bari. Gli inquirenti ritengono che Capriati fosse in auto con un'altra persona al momento dell'omicidio. Quest'ultima, molto probabilmente una donna, avrebbe assistito all'esecuzione e poi sarebbe scappata con la stessa vettura.
Indagini in corso
Le telecamere di videosorveglianza della zona dell'agguato potrebbero fornire indicazioni utili per le indagini. Gli inquirenti stanno lavorando per identificare e rintracciare questa possibile testimone.
Timori di una guerra di mafia
Vito Leccese, candidato di Pd, Verdi e alcune liste civiche alle primarie per la scelta del sindaco di Bari, ha espresso preoccupazione per l'omicidio. "Sono preoccupato, perché il rischio è di una risposta del clan Capriati, quindi di una guerra tra mafie. Bisogna assolutamente evitarla", ha detto Leccese in un'intervista al Fatto Quotidiano.
Il clan Capriati
Il clan Capriati, noto per la sua capacità di condizionare con la forza di intimidazione i traffici illeciti, era apparentemente inattivo fino a qualche anno fa, a causa delle carcerazioni dei vertici della famiglia mafiosa. Il capoclan Tonino sta scontando l'ergastolo al regime del 41 bis, mentre fratelli e nipoti sono quasi tutti in prigione. Tuttavia, l'omicidio di Raffaele Capriati potrebbe segnare una ripresa delle attività criminali del clan.




