A Palermo tra sacro e arte: il Festino si illumina con Le Quattro Sante e il videomapping
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Palermo si prepara a vivere ore decisive nell'attesa del clou dei festeggiamenti per Santa Rosalia, che culmineranno il 14 luglio con la tradizionale processione del carro trionfale, mentre già da oggi la città si anima di eventi artistici e installazioni che riconfigurano il volto dei suoi monumenti più celebri, tra questi spicca l'inaugurazione dell'opera scultorea "Le Quattro Sante" di Theodorico Napolitano Gansen, un'installazione in marmo di Billiemi che trova la sua perfetta collocazione nel cortile di Palazzo Costantino, spazio che sarà aperto gratuitamente al pubblico per l'occasione, curata da Roberto Bilotti Ruggi d'Aragona e destinata a instaurare un dialogo profondo con la storia e l'architettura della piazza barocca che le dà idealmente il nome.
Il marmo di Billiemi dialoga con i Quattro Canti
L'opera, che sarà presentata nel corso di una cerimonia di inaugurazione fissata per la mattina del 14 luglio, non rappresenta soltanto un momento di arte contemporanea ma si inserisce in un percorso di riflessione più ampio che coinvolge i quattro elementi e il rapporto tra equilibrio naturale e spirituale, temi questi che riecheggiano nella simbologia della città e nella protezione che i santi offrono ai diversi quartieri, mentre la scelta del marmo di Billiemi, pietra tipica del paesaggio siciliano e da sempre utilizzata per le architetture più nobili, non è certo casuale e suggella il legame profondo tra l'opera e il territorio. Contestualmente, viene presentata anche l'opera "Ghiacciolo", altra scultura in marmo dell'artista, che affronta il tema dell'emergenza climatica e della tutela ambientale, segno tangibile di come l'arte contemporanea possa farsi portavoce di istanze urgenti e attuali, richiamando l'attenzione sulla fragilità del pianeta e sulla necessità di una maggiore consapevolezza collettiva.
Il "biocarro" di Santa Rosalia e il messaggio di rinascita
Mentre l'arte contemporanea conquista gli spazi dei palazzi storici, il cuore della tradizione religiosa pulsa con forza nelle strade che conducono al Cassaro, dove è stato svelato nel pomeriggio il volto della statua di Santa Rosalia che dominerà il carro del Festino, una struttura imponente che supera gli undici metri di altezza e che porta la firma dell'archistar Mario Cucinella, il quale ha immaginato un vero e proprio "biocarro", un giardino botanico itinerante che custodisce al suo interno circa 150 specie di piante mediterranee e che trasforma la macchina processionale in un simbolo di rinascita e biodiversità.
La statua della Santuzza, realizzata dallo scultore Filippo Sapienza, si erge in cima a questa struttura avvolta da 300 farfalle luminose e si presenta ricca di elementi simbolici che parlano al presente: nella mano destra stringe una croce realizzata con il legno delle imbarcazioni dei migranti, mentre nell'altra tiene un ramo d'ulivo, emblema universale di pace, a testimonianza di come la figura della patrona possa incarnare messaggi di accoglienza e speranza che travalicano i confini della devozione religiosa per assumere una valenza civile e sociale.
Videomapping ai Quattro Canti: la piazza si trasforma in un'opera d'arte
A incorniciare questa atmosfera di attesa, i Quattro Canti si accendono di una luce nuova grazie a un progetto di videomapping che trasforma la piazza barocca nel cuore della città in un'opera di videoarte a cielo aperto, dove le facciate dei palazzi vengono illuminate da proiezioni architetturali che esaltano le geometrie e le sculture dei prospetti, offrendo a turisti e palermitani uno spettacolo suggestivo che li spinge a scattare foto e selfie in attesa della grande celebrazione del 14 luglio, quando il carro percorrerà l'antico Cassaro da Palazzo dei Normanni fino al Foro Italico. Il Festino di quest'anno, che mira a esaltare il senso della comunità riunita attorno alla propria patrona, trova nella contaminazione tra antico e moderno, tra devozione e innovazione artistica, la sua cifra più autentica, dimostrando come una tradizione secolare possa ancora parlare al cuore delle nuove generazioni e farsi interprete delle sfide del mondo contemporaneo.




