Gothic 1 Remake, la colonia penale torna a fare paura su Pc e console

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Basta con le mappe stregate che ti dicono dove andare, addio ai nemici che aspettano pazientemente il tuo livello per attaccarti. Lo sa bene chi, nei primi anni Duemila, si è visto stritolare dalla Valle Miniera, quel gioiello ruvido e spietato firmato Piranha Bytes. Oggi, a distanza di un quarto di secolo, THQ Nordic e il team spagnolo Alkimia Interactive provano a replicare quella magia, e lo fanno nel modo più coraggioso possibile: senza tradire l’anima originale. Gothic 1 Remake, uscito il 5 giugno su Pc (Steam e GOG), PlayStation 5 e Xbox Series X|S, è già realtà.

E pare che i veterani, ma anche i nuovi curiosi, abbiano risposto con entusiasmo.

Il motore è l’Unreal Engine 5, e si vede. La sporcizia della colonia, le armature dei guardiani, le rughe sui volti dei tre campi rivali – quello Vecchio, quello Nuovo e quello della Palude – sono state ricostruite con una cura maniacale. Tuttavia, l’operazione nostalgia non ha trasformato il titolo in un museo statico.

Gli sviluppatori hanno allungato i tempi, tanto che per vedere i titoli di coda ci vogliono almeno cinquant’ore, e hanno aggiunto buchi narrativi che nell’opera del 2001 erano rimasti semplicemente vuoti. Il copione, in sostanza, è lo stesso: sei un galeotto senza nome, gettato oltre una barriera magica da cui non si esce, costretto a sopravvivere tra criminali, bestie affamate e una gerarchia ferrea. Ma il modo in cui ti muovi in questo ecosistema è cambiato, ed è più fluido. Anche se la cattiveria di fondo, va detto, è rimasta intatta.

I primi passi nel calderone, tra mazzate e strategia

Chi si avventura tra le mura del Campo Vecchio deve mettere in conto una certa dose di sadismo digitale. La colonia non fa sconti, e il gioco non ti prende mai per mano. Anzi, come abbiamo visto nelle prime guide di sopravvivenza pubblicate in rete, il segreto è proprio imparare a incassare i colpi. Nei primi minuti, meglio seguire come un’ombra la guida Diego, razziare tutto ciò che non è inchiodato al suolo – una spada vecchia sotto un impiccato, un coltello da cacciatore tra i cespugli – e accettare ogni quest secondaria pur di racimolare punti esperienza.

Perché la legge qui è chiara: se una creatura ha un’aria minacciosa, è perché probabilmente ti ridurrà in poltiglia in due secondi.

Non esiste scaling automatico, non esiste pietà. Per spostarsi fino al Campo Nuovo, ad esempio, conviene farsi scortare da un certo Mordrag, lasciando che sia lui a fare il lavoro sporco mentre il protagonista si limita a raccogliere i cadaveri (e le spade) lasciati dietro di sé. È una vecchia mentalità, certo, ma è proprio questo il punto. Il remake si rifiuta di trasformare l’avventura in un corridoio illuminato a led. Se all’inizio vuoi sopravvivere, devi strisciare, rubare, leccare gli stivali dei pezzi grossi e solo dopo, forse, spadroneggiare.

Un successo inaspettato (o forse no) tra picchi e critiche

I numeri, al momento, sembrano dare ragione a questa scommessa conservatrice. Su Steam, il titolo ha raggiunto un picco di oltre 63mila giocatori contemporanei nei primi giorni dal lancio, un risultato notevole per un genere, quello dei GdR action old school, che molti davano per polveroso. La critica internazionale, invece, si divide equamente tra chi inneggia al ritorno del re e chi storce il naso per qualche intoppo tecnico di troppo. Se testate come 4P.

De lo definiscono "il picco videoludico assoluto del 2026", premiando la fedeltà quasi maniacale all’originale, da parte di IGN Germania arrivano perle amare: i problemi di intelligenza artificiale e qualche bug di troppo hanno rovinato l’esperienza ad alcuni recensori, fino a bloccare completamente le partite.

Eppure, a differenza di tanti revival patinati che spianano ogni asperità, questo Gothic mantiene la promessa di non essere un gioco per tutti. Se sei cresciuto a pane e Skyrim e odi perdere, probabilmente qui imprecherai. Se invece rimpiangi quell’epoca in cui un orco ti stendeva con un solo pugno solo perché avevi avuto la brillante idea di avvicinarti troppo presto, allora questo è il tuo banchetto. E a giudicare dalle classifiche, di affamati ce n’erano parecchi.

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