Gothic 1 Remake, la guida per scassinare forzieri e trovare grimaldelli
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Gothic 1 Remake, nel fedele recupero della crudele atmosfera della Colonia penitenziaria che già rese celebre l'originale del 2001, non si limita a riproporre un mondo ostile e spietato, ma riporta in auge anche meccaniche di gioco tutt'altro che accomodanti, come quella dello scassinamento, che richiede al giocatore una dedizione e una pazienza non comuni, soprattutto nelle prime, cruciali ore di gioco.
La possibilità di impadronirsi del contenuto di forzieri e porte bloccati, una risorsa vitale per accumulare risorse e oggetti di valore, si trasforma in un rompicapo che mette alla prova la logica e la manualità, allontanandosi drasticamente dalla semplicità di un semplice minigioco. Non basta, insomma, premere un tasto per avere successo; l'approccio è volutamente duro e realistico, e richiede una certa dose di apprendimento sul campo, o, meglio ancora, qualche lezione ben pagata.
Il meccanismo di scasso: piastre mobili e logica
Il cuore del sistema di scasso in Gothic 1 Remake è un minigioco che si attiva quando, in possesso di un grimaldello, si tenta di aprire una serratura priva di chiave. Ciò che appare davanti agli occhi del giocatore è una serie di piastre mobili, da quattro a sette a seconda della complessità della serratura, ognuna delle quali presenta sette fori, e il cui obiettivo finale è quello di sollevare i perni dorati in una posizione specifica, precisamente la quarta.
La vera difficoltà, tuttavia, risiede in un meccanismo di interdipendenza: lo spostamento di una piastra, per esempio verso destra o verso sinistra di una posizione, influenza irreversibilmente anche il movimento di altre piastre, che possono muoversi nella stessa direzione o in quella opposta.
Questa complessa catena di relazioni trasforma ogni tentativo di scasso in un vero e proprio rompicapo logico simile a un cubo di Rubik, dove la sfida non è tanto trovare la posizione giusta per ogni singolo elemento, quanto piuttosto comprendere in che modo le mosse su un elemento si ripercuotano sugli altri, per procedere per tentativi, magari con l'aiuto di un foglio di carta su cui prendere appunti.
Un ulteriore elemento di stress, nelle fasi iniziali, è dato dalla fragilità dei grimaldelli, che si rompono al secondo errore, facendo sì che il progresso accumulato sulla serratura venga azzerato e obbligando il giocatore a ricominciare da capo. Questa meccanica, che inizialmente può apparire frustrante, è un perfetto specchio della filosofia del gioco, dove ogni azione ha un peso e le risorse sono preziose e non vanno sprecate.
Per questo motivo, i giocatori esperti consigliano di salvare la partita prima di ogni tentativo, proprio per evitare di rimanere a corto di grimaldelli e dover ricominciare da zero.
Imparare il mestiere: l'addestramento con Dita
La chiave per dominare quest'arte e trasformare lo scasso da un'impresa ardua a un'operazione più gestibile risiede nella possibilità di ricevere un addestramento specifico da un personaggio non giocante, un'opzione che riflette la natura profonda e stratificata del gioco di ruolo. Il mentore in questione è un certo Dita, che il giocatore può incontrare nel Vecchio Campo, dopo che un altro personaggio, Diego, lo avrà indicato come la persona giusta a cui rivolgersi per apprendere le abilità furtive.
L'insegnamento, tuttavia, non è gratuito e non viene concesso con leggerezza: per ottenere la fiducia di Dita, il giocatore deve prima dimostrare il proprio valore portando a termine una missione secondaria, "Un anello per Dita".
Questa quest consiste nel recuperare un anello da un baule situato in una capanna nelle vicinanze, un'occasione che, non a caso, serve anche come prima, rudimentale prova pratica delle proprie nascenti capacità di scassinatore, spingendo il giocatore a mettere in pratica quanto appreso o a cimentarsi con il minigioco per la prima volta. Una volta riconsegnato l'anello, Dita si dichiarerà disponibile a insegnare l'abilità di scassinatore, ma a un prezzo salato: 10 punti abilità e 100 pepite di minerale.
In cambio di questo investimento, il giocatore ottiene dei benefici sostanziali che rendono la vita nella Colonia molto meno grama: gli errori commessi non azzerano più i progressi sulla serratura, si possono commettere fino a quattro errori prima che un grimaldello si rompa e, non meno importante, la complessità della serratura viene ridotta, poiché una connessione tra due piastre viene rimossa, semplificando il rompicapo.
Rifornirsi di arnesi: dove trovare i grimaldelli
La scarsità di grimaldelli è una costante che accompagna il giocatore, specialmente nelle prime fasi, e per questo sapere dove e come procurarseli è una competenza fondamentale quanto lo scasso stesso; esistono principalmente tre modi per ottenere questi preziosi arnesi. Il metodo più diretto è l'acquisto presso i mercanti, anche se i costi possono essere proibitivi per un novizio appena arrivato, con prezzi che si aggirano intorno alle 13-15 pepite di minerale al pezzo nel Vecchio Campo.
Un consiglio ricorrente è quello di cercare un mercante specifico, Mordrag, che offre grimaldelli a un prezzo più conveniente, e di fare scorta di questi strumenti. In alternativa, si può optare per l'esplorazione, setacciando il mondo di gioco alla ricerca di grimaldelli abbandonati su tavoli, in casse, su barili o depredando i cadaveri dei nemici sconfitti, anche se si tratta di un metodo incerto e che non garantisce un rifornimento costante.
Una terza via, in perfetto stile Gothic, è quella del furto: è possibile rubare i grimaldelli direttamente dalle tasche di altri personaggi o dalle loro abitazioni, ma questa strada è irta di pericoli, poiché essere scoperti significa incorrere in conseguenze spesso molto gravi per la propria reputazione, se non addirittura in un pestaggio.
La scelta di come procurarsi gli attrezzi del mestiere, quindi, diventa essa stessa una piccola, significativa decisione tattica che influisce sul rapporto con le diverse fazioni e sull'equilibrio di potere all'interno della Colonia, con la consapevolezza che ogni grimaldello sprecato è un'opportunità mancata e ogni forziere aperto, un piccolo trionfo personale.




