Roma, due ventenni morti in moto: uno era in classe con Gaia e Camilla

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’incrocio tra viale Marconi e via del Valco di San Paolo, che i residenti hanno ribattezzato “della morte” per la pericolosità cronica di quel nodo, è tornato a tingersi di sangue domenica sera. Poco dopo le 21.30, due giovani di 22 anni, Gianluca Fino e Lorenzo Rapisardi, hanno perso la vita in uno schianto frontale tra le loro moto: un impatto che non ha lasciato scampo ad alcuno dei due centauri, entrambi romani e coetanei. Fino, studente di Economia, stava rientrando a Monteverde – dove avrebbe dovuto festeggiare la festa della mamma – in sella alla sua Triumph Speed 400 nera; Rapisardi guidava invece una Royal Enfield Himalayan. La loro collisione, avvenuta all’intersezione con via Pincherle, ha trasformato una serata di maggio nell’ennesimo bollettino di guerra stradale della Capitale.

L’incrocio dei record di incidenti e le lune dei residenti

Da tempo chi abita nel quadrante sud di Roma segnala quel crocevia come un punto critico, dove la conformazione delle carreggiate e l’alta velocità di percorrenza – spesso fuori norma – creano le condizioni ideali per tragedie annunciate. I residenti, va detto, avevano già chiesto interventi per innalzare il livello di sicurezza, senza però ottenere risposte strutturali prima dell’ennesimo schianto. Gli agenti dell’VIII Gruppo Tintoretto della polizia locale hanno provveduto al sequestro dei due mezzi, ancora sul posto per la ricostruzione della dinamica: un lavoro minuzioso, reso complesso dall’assenza di testimoni oculari diretti dell’impatto frontale. Nessuna ipotesi ufficiale è stata ancora formulata, e gli investigatori non escludono di acquisire filmati da eventuali sistemi di videosorveglianza privati o pubblici presenti nella zona.

Il legame con un’altra tragedia romana: quella di Gaia e Camilla

Un dettaglio, che riporta la memoria a un dolore collettivo ancora aperto, lega una delle vittime a un precedente fatto di cronaca nera che sconvolse la città. Gianluca Fino era infatti un compagno di classe di Gaia Von Freymann, la sedicenne investita su corso Francia nel 2019 insieme all’amica Camilla Romagnoli: un incidente che segnò profondamente l’opinione pubblica per la giovane età delle vittime e per le modalità dello schianto. Quel legame, per quanto casuale nella geografia del dolore, riaccende i riflettori sulla fragilità dei ventenni romani quando si mettono in sella, una fragilità che non risparmia né studenti modello né ragazzi con un futuro già tracciato tra i libri di Economia.

Il silenzio delle indagini e le due bare crudeli

Le salme di Fino e Rapisardi sono state rimosse nella notte, mentre i telefoni dei loro amici – è inevitabile – cominciavano a squillare vuoti. La polizia locale sta analizzando i punti d’impatto e le traiettorie dei due mezzi: si cerca di capire se uno dei due abbia invaso la corsia opposta, se l’oscurità o l’asfalto reso viscido da un eventuale fondo oleoso abbiano giocato un ruolo. Quel che è certo, per ora, è la secca evidenza dei corpi senza vita e delle due moto accartocciate. Nessuna delle due famiglie ha ancora rilasciato dichiarazioni pubbliche, protetta dal silenzio che solo un lutto improvviso e violento può giustificare. E intanto, all’incrocio tra viale Marconi e via di Valco San Paolo, qualcuno ha già appoggiato un mazzo di fiori sul guardrail, senza scrivere nessun nome.

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