Sylvester Stallone a 80 anni: i film rifiutati e il rimpianto per "Witness - Il testimone"
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il 6 luglio Sylvester Stallone ha compiuto 80 anni. Ottant'anni di pugni, esplosioni, muscoli e personaggi immortali come Rocky Balboa e John Rambo. Dopo il successo delle due saghe che lo hanno reso una leggenda, l'attore è diventato uno dei volti più richiesti di Hollywood, ma in molti casi è stato proprio lui a dire di no. E alcune di quelle decisioni, col senno di poi, hanno cambiato la storia del cinema, come nel caso di cinque film diventati dei classici che si è lasciato sfuggire. Tra questi, ce n'è uno di cui ancora oggi si pente apertamente.
I "no" che hanno fatto la storia del cinema
Oggi è impossibile immaginare John McClane con un volto diverso da quello di Bruce Willis, ma inizialmente, per Die Hard - Trappola di cristallo, la produzione aveva preso in considerazione molti altri attori, tra cui Stallone. Lo sceneggiatore Steven E. de Souza ha raccontato che il copione venne proposto prima ad Arnold Schwarzenegger e poi a Stallone, ma entrambi dissero di no. Fu probabilmente proprio quel casting a rendere speciale il film: McClane era un eroe vulnerabile, lontano dai fisici scolpiti che dominavano il cinema action dell'epoca.
Un altro caso celebre è quello di Beverly Hills Cop. Quando Mickey Rourke abbandonò il progetto, i produttori offrirono il ruolo di Axel Foley a Stallone, che però non era convinto della componente comica e riscrisse buona parte della sceneggiatura trasformandola in un action più duro. Il risultato non piacque alla produzione, che preferì affidare il ruolo a Eddie Murphy. Le idee sviluppate da Stallone finirono però in un altro film, Cobra, diventato un cult anni Ottanta.
Prima che Arnold Schwarzenegger diventasse il volto del T-800, anche Stallone era stato preso in considerazione per Terminator. L'attore ha scherzato più volte sulla questione, sostenendo che non sarebbe mai stato credibile come robot. Meno nota, forse, è la sua rinuncia a Quentin Tarantino, rifiutato non una, ma due volte: la prima con Jackie Brown, dove gli venne proposto il ruolo di Louis Gara poi interpretato da Robert De Niro; la seconda con Grindhouse - A prova di morte.
Il grande rimpianto per "Witness"
Se c'è un rifiuto che ancora oggi pesa nella memoria di Stallone, è senza dubbio quello per Witness - Il testimone. Il film, poi interpretato da Harrison Ford, permise alla star di Star Wars di dimostrare il proprio talento anche nel cinema drammatico, ottenendo persino una candidatura al Premio Oscar come miglior attore. Stallone ha ammesso apertamente di considerare quella scelta uno dei più grandi errori della sua carriera. Col senno di poi, quel ruolo avrebbe probabilmente cambiato anche la percezione dell'attore, rimasto per molti anni legato quasi esclusivamente ai personaggi action.
Solo molto tempo dopo, grazie a produzioni come Tulsa King, Stallone ha avuto modo di mostrare con continuità anche il suo lato più drammatico.
La leggenda e gli errori di una carriera
Se si è un attore di fama mondiale, non è detto che si vada fieri di tutti i film in carriera. Stallone, in occasione dei suoi 80 anni, ha più volte ricordato di avere dei rimpianti anche per alcune pellicole che ha girato. Un esempio? Stop! Or My Mom Will Shoot del 1992, che l'attore ha definito "il peggior film che abbia mai girato". Il paradosso è che Stallone fu attirato nel progetto dal suo storico rivale Schwarzenegger, che, avendo già letto la sceneggiatura e sapendo che era pessima, finse di interessarsi al ruolo per spingere Sly ad accaparrarselo.
Tra gli altri film che rinnega, Judge Dredd (1995), definito "il più grande errore della mia carriera", Rhinestone (1984) e Get Carter (2000).




