Metalmeccanci, firmato il nuovo contratto: aumento di 205 euro in media

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
INTERNO Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Interno Redazione Interno   -   Dopo una trattativa protrattasi per quattro giorni ininterrotti, le parti sociali hanno posto la firma sul rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici, un accordo che, coprendo il triennio 2025-2028, interessa una platea di lavoratori stimata tra il milione e mezzo e il milione e seicentomila unità. La lunga e complessa fase negoziale, che aveva registrato una prima interruzione e ripetute battute d'arresto culminate in quaranta ore di sciopero e manifestazioni diffuse lungo la penisola, ha infine trovato una sua composizione, superando le distanze che sembravano incolmabili solo fino a poche settimane fa. I segretari generali di Fim, Fiom e Uilm, i quali hanno definito la trattativa "molto sofferta", hanno espresso soddisfazione per essere riusciti a siglare un "buon contratto", sottolineando come l'intesa sia stata raggiunta al termine di un vero e proprio rush finale avviatosi ormai diversi giorni fa.

I dettagli economici dell'accordo

Il punto cardine del nuovo contratto collettivo risiede nell'incremento salariale medio, fissato a 205,32 euro sui minimi contrattuali, una cifra che, come è stato evidenziato, si colloca al di sopra della previsione inflazionistica per gli anni di vigenza dell'accordo stesso. Questo aumento, che sarà riconosciuto in modo progressivo fino al suo completo assorbimento a regime, rappresenta l'esito più tangibile di un negoziato che, partito dalla scadenza del precedente Ccnl nel giugno dello scorso anno, ha impegnato le organizzazioni sindacali e le associazioni datoriali, Federmeccanica e Assistal, in un confronto serrato durato ben diciassette mesi.

La platea dei lavoratori interessati

Sebbene nel linguaggio comune il termine "metalmeccanici" evochi immediatamente la figura dell'operaio in tuta da lavoro, la categoria contrattuale abbraccia in realtà una gamma di professionalità molto più ampia e articolata. Al suo interno, infatti, trovano posto non solo i saldatori e gli addetti alle linee di assemblaggio, ma anche figure tecniche specializzate, come i progettisti, che operano in una moltitudine di settori industriali. Ciascuno di loro, a prescindere dal specifico ruolo e dal comparto produttivo di appartenenza, sarà interessato dalle nuove disposizioni pattuite.

Il percorso verso la firma

Il cammino che ha condotto alla firma dell'intesa è stato caratterizzato da una dinamica di "stop and go", con momenti di stallo e fasi di riavvicinamento, fino alla rottura formale del tavolo negoziale. La ripresa dei colloqui, avvenuta a metà luglio, ha permesso di ricucire lo strappo e di avviare la trattativa verso la sua fase conclusiva, quella che, concentrata in un negoziato no-stop, ha permesso di comporre le ultime e più delicate questioni. La firma congiunta, annunciata ufficialmente tramite una nota, segna dunque la fine di un periodo di incertezza per un settore cruciale dell'economia nazionale.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.