Mar Nero, droni colpiscono due navi in Romania: sette dispersi
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Redazione Esteri
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Due navi cisterna sono state colpite da droni e hanno preso fuoco nel Mar Nero, al largo della Romania, tra la notte del 14 e la mattina del 15 ottobre 2026. Una delle imbarcazioni batte bandiera di San Marino e sette membri del suo equipaggio risultano dispersi. Il presidente rumeno Nicusor Dan ha confermato gli attacchi contro le unità commerciali, mentre le autorità navali hanno avviato le operazioni di soccorso nella zona di Sulina, vicino alla foce del Danubio. Gli episodi si inseriscono in una serie di incursioni contro il traffico mercantile nelle acque prossime ai confini marittimi della Nato.
La Wine Trader colpita al largo di Sulina: cinque marinai salvati
La Wine Trader, nave cisterna per il trasporto di prodotti chimici battente bandiera sammarinese, si trovava a circa 13 miglia nautiche a sud-est di Sulina quando è scoppiato un incendio nella sovrastruttura. L'allarme è stato trasmesso intorno alle 7 del mattino. A bordo erano presenti dodici persone: cinque sono state recuperate dai soccorritori e trasferite in ospedale a Costanza. Le altre sette risultano disperse, secondo il bilancio comunicato dall'Autorità navale rumena. La nave non trasportava alcun carico al momento dell'incidente, benché fosse destinata a raggiungere la Moldavia per imbarcare olio di semi.
Le testimonianze relative all'attacco riferiscono di tre esplosioni che hanno investito l'imbarcazione, provocando un violento incendio. Il Centro marittimo di coordinamento rumeno ha mobilitato mezzi navali specializzati ed elicotteri per raggiungere il luogo dell'emergenza. Le condizioni del mare hanno complicato l'intervento: le onde particolarmente alte hanno ostacolato l'avvicinamento delle unità di salvataggio e il recupero delle persone coinvolte. Tra i mezzi impiegati figurano anche elicotteri Black Hawk, utilizzati nelle operazioni di ricerca e soccorso.
La seconda nave coinvolta è la Yara J, battente bandiera delle Comore, raggiunta da un attacco mentre si trovava nelle acque territoriali rumene. Anche su questa unità si è sviluppato un incendio, che l'equipaggio è riuscito a spegnere senza l'intervento diretto dei soccorritori. Tutti i marittimi presenti a bordo sono risultati in salvo. Le due emergenze si sono verificate a poche ore di distanza in un tratto di mare attraversato dalle rotte commerciali che collegano i porti del Danubio al traffico internazionale.
Gli altri mercantili colpiti tra Romania e Bulgaria
Gli incendi del 15 ottobre sono stati preceduti da diversi attacchi contro navi commerciali nelle acque del Mar Nero. Il 5 ottobre il mercantile Royad Mammadov è affondato al largo di Sfântu Gheorghe, in territorio rumeno, provocando due vittime. Il giorno successivo la Alfa Watan è stata raggiunta da droni davanti alla località bulgara di Byala: nell'attacco sono morti dieci uomini, nove dei quali di nazionalità siriana. Le imbarcazioni coinvolte in questa sequenza di episodi trasportavano merci civili ed erano impiegate lungo le rotte marittime della regione.
Nella notte del 13 ottobre è stata colpita anche la HS Dignity, a circa 17 miglia dalla costa di Krapets, in Bulgaria. Il bilancio comunicato dopo l'attacco indicava undici marittimi dispersi. Altri episodi hanno interessato navi mercantili registrate nelle Isole Marshall e in Tanzania. Secondo le ricostruzioni pubblicate dalla stampa internazionale, almeno cinque attacchi contro unità commerciali erano già stati segnalati nei dieci giorni precedenti gli ultimi incendi. Tra i Paesi di provenienza dei membri degli equipaggi coinvolti figurano Siria, Egitto, Azerbaigian, India e Bangladesh.
Le incursioni aeree e l'intervento della Nato
Le autorità militari rumene hanno rilevato movimenti di droni nelle vicinanze dell'Isola dei Serpenti e del delta del Danubio, segnalando anche una breve violazione dello spazio aereo nazionale. Durante la notte sono stati fatti decollare caccia F-16 e F-18 per monitorare le incursioni. L'origine russa dei velivoli è stata indicata da una fonte militare dell'Alleanza atlantica, mentre la presidenza rumena non ha attribuito direttamente a Mosca la responsabilità di ogni singolo attacco alle navi. Gli accertamenti riguardano sia la provenienza dei droni sia le circostanze in cui sono state raggiunte le imbarcazioni.
La successione degli episodi ha portato la sicurezza della navigazione commerciale nel Mar Nero all'attenzione dei vertici della Nato. Il segretario generale Mark Rutte ha affrontato la questione con i rappresentanti di Romania e Bulgaria, discutendo il rafforzamento della sorveglianza e delle capacità di contrasto ai velivoli senza pilota lungo il fianco orientale dell'Alleanza. I colloqui hanno riguardato anche gli investimenti nella difesa e le possibili misure europee per proteggere le navi civili. Gli attacchi hanno interessato anche le rotte utilizzate per esportare cereali attraverso i porti della regione.
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