Meloni al seggio per i referendum, ma non vota: affluenza al 16%

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Giorgia Meloni, come annunciato nei giorni scorsi, non ha ritirato le schede dei cinque quesiti referendari. La presidente del Consiglio si è presentata al seggio nella serata di domenica 8 giugno, evitando così di farlo oggi, quando l’affluenza — ferma al 16% nelle prime ore — rischia di diventare il vero tema della tornata. Un gesto che alcuni interpretano come un modo per sottolineare l’impegno civico, pur mantenendo la posizione già espressa: quella di non partecipare al voto su temi che il governo considera "tecnicamente complessi".

Intanto, a Palermo, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha esercitato il suo diritto di voto, senza rilasciare dichiarazioni. Un silenzio che contrasta con il dibattito acceso tra i partiti, divisi sull’opportunità stessa di questi referendum, il cui quorum appare sempre più irraggiungibile. Quattro dei cinque quesiti riguardano la sicurezza sul lavoro e il Jobs act, mentre il quinto tocca il tema della cittadinanza: questioni che, al di là dell’esito, hanno scatenato scontri politici destinati a prolungarsi ben oltre il risultato delle urne.

La bassa partecipazione, d’altronde, non sorprende. Da settimane si discute della scarsa rilevanza percepita dai cittadini, molti dei quali sembrano aver recepito il messaggio — diffuso anche da esponenti di maggioranza — che si tratti di una consultazione inutile. Eppure, per i partiti la posta in gioco è alta: c’è chi vede in questa prova un banco di prova per misurare la capacità di mobilitazione degli elettori, e chi invece teme che l’astensionismo possa tradursi in un segnale di disaffezione generale.

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