Giugliano, bimbo di 6 anni abbraccia il padre violento per difendere la madre: arrestato 32enne
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Redazione Interno
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Un bambino di sei anni, nel tentativo di proteggere la madre, si è stretto al padre mentre questi la colpiva con calci e pugni. L'episodio di violenza domestica, accaduto nel pomeriggio di lunedì 7 settembre a Giugliano, in provincia di Napoli, si è consumato davanti agli occhi del figlio della coppia, che ha reagito con l'unico gesto estremo che la sua età gli consentiva: abbracciare l'aggressore ripetendo "papi no, papi no".
L'uomo, un 32enne, ha spinto via il bambino e ha continuato a picchiare l'ex compagna, colpendola anche al volto, mentre la donna invocava l'aiuto di una vicina.
La dinamica dell'aggressione e le conseguenze per la vittima
Erano quasi le 17 quando l'uomo ha raggiunto la donna, che si trovava in strada insieme al figlio. La furia dell'aggressore non si è arrestata nemmeno di fronte alle suppliche del piccolo: la vittima è stata colpita ripetutamente fino a cadere a terra, riportando la frattura di una costola, oltre a diverse tumefazioni sul volto. Sul posto sono giunti i soccorsi e la donna è stata trasportata in ospedale, dove i medici hanno diagnosticato una prognosi di trenta giorni.
Una volta dimessa, la vittima si è recata presso la stazione dei carabinieri di Pozzuoli per sporgere denuncia. Il suo racconto ha messo in luce una situazione di vessazioni e violenze che, secondo la sua ricostruzione, andavano avanti dal 2023.
L'arresto in flagranza differita
Sulla base della denuncia e delle evidenze raccolte, i carabinieri hanno avviato immediatamente le ricerche del 32enne, rintracciandolo a poca distanza dai fatti. L'uomo è stato arrestato in flagranza differita con le accuse di atti persecutori e lesioni personali. La legislazione, in particolare il "Codice Rosso" (L. 69/2019), ha inasprito le pene per questi reati, prevedendo per lo stalking una pena da uno a sei anni e sei mesi e stabilendo che il minore che assiste ai maltrattamenti sia considerato a tutti gli effetti persona offesa dal reato.
Il 32enne è stato trasferito nel carcere di Napoli, dove rimane in attesa dell'udienza di convalida dinanzi al giudice, che dovrà decidere se confermare la misura cautelare.
Il fenomeno della violenza assistita e le sue conseguenze
Il caso di Giugliano riporta l'attenzione sul fenomeno della violenza assistita, una forma di maltrattamento psicologico che colpisce i minori che assistono a episodi di violenza domestica. Gli psicologi sottolineano che questa esposizione, anche nelle situazioni meno estreme, è una forma di maltrattamento psicologico a tutti gli effetti, con conseguenze che possono protrarsi nell'età adulta, compromettendo lo sviluppo emotivo e relazionale del bambino.
La definizione fornita dal CISMAI identifica la violenza assistita come il fare esperienza da parte del minore di qualsiasi forma di maltrattamento su figure di riferimento, un concetto che va oltre la semplice testimonianza visiva per includere la percezione uditiva e la consapevolezza degli esiti della violenza. Secondo i dati di Save the Children, nella metà dei casi in cui una donna vittima di violenza ha figli, questi sono minorenni, e la paura costante e il senso di impotenza sono tra le conseguenze più gravi che segnano la loro crescita.
Il gesto disperato del bambino di Giugliano, che ha cercato di opporsi fisicamente alla violenza del padre, rappresenta l'emblema di una tragedia che si consuma quotidianamente nelle mura domestiche, spesso in silenzio.
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