Aggressione al Parco Rossani di Bari, il sindaco Leccese: «Ci costituiremo parte civile»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il sindaco di Bari, Vito Leccese, ha definito «indegno» l'episodio di violenza consumatosi nel tardo pomeriggio di giovedì 23 luglio ai danni di una studentessa universitaria di 26 anni, nei pressi dei bagni pubblici del Parco Rossani.

La giovane, rimasta vittima di un brutale pestaggio che le ha procurato fratture al volto giudicate guaribili in 40 giorni, è stata accolta dal primo cittadino nella sua abitazione a Toritto, dove Leccese si è recato insieme all'assessora Carla Palone per esprimere la solidarietà della città e annunciare l'intenzione dell'amministrazione di costituirsi parte civile nel processo. L'aggressione, avvenuta intorno alle 19.25, ha visto la ragazza accerchiata e gettata a terra da due adulti per poi essere colpita con calci in faccia da un gruppo di una decina di ragazzini di età compresa tra gli 8 e i 14 anni, mentre una platea di persone assisteva senza intervenire.

La dinamica e le indagini

Secondo la ricostruzione fornita dalla stessa vittima, Giuditta - questo il nome della studentessa iscritta alla facoltà di Filosofia dell'Università di Bari - si trovava nel parco per caso, dopo aver parcheggiato l'auto e deciso di trattenersi in città a causa di un imprevisto lavorativo.

La richiesta di utilizzare i servizi igienici pubblici avrebbe scatenato la reazione del gruppo, composto da due adulti, identificati dalla ragazza come genitori di uno dei minori, e da una decina di ragazzini che hanno infierito sul suo volto con calci mentre era riversa a terra. La giovane, nonostante le gravi ferite, è riuscita a chiamare personalmente il 118 e a raggiungere il Policlinico, dove le sono state diagnosticate la frattura scomposta del setto nasale e l'infrazione della parete dell'orbita oculare.

Gli accertamenti della polizia locale hanno già portato all'individuazione dei presunti responsabili; tra questi figurerebbe anche un'addetta ai servizi di pulizia e custodia dell'impianto, affidato in gestione dal Comune a una società esterna, circostanza che ha ulteriormente aggravato la percezione dell'accaduto.

La risposta del sindaco e il presidio delle forze dell'ordine

Nel corso dell'incontro con la stampa tenutosi a Palazzo di Città, il sindaco Leccese ha espresso «profondo sdegno» per quanto accaduto, sottolineando come si tratti di «una violenza inaudita e inaccettabile» che la comunità non può tollerare. Leccese ha spiegato di avere già sentito il procuratore della Repubblica Roberto Rossi per manifestare la propria preoccupazione e di avere sollecitato la polizia locale a velocizzare le indagini, comunicando che il Comune si costituirà parte civile per chiedere giustizia per la giovane.

Il primo cittadino ha però evidenziato un aspetto che ritiene altrettanto grave: l'intervento della polizia locale, allertata dal 118, è arrivato dopo soli cinque minuti, ma l'aggressione si era già consumata. «Il Parco Rossani è un luogo di otto ettari - ha dichiarato - il presidio delle forze dell'ordine è importante, ma il presidio dei cittadini lo è ancora di più, perché nessuno è intervenuto mentre Giuditta veniva picchiata».

Nella serata di venerdì 24 luglio, per garantire la sicurezza durante lo spettacolo "Danza che ti passa" della Breathing Art Company, all'interno della rassegna "Le due Bari", il parco è stato presidiato da pattuglie della polizia locale e dei carabinieri, un segnale concreto dopo l'accaduto.

Le condizioni della vittima e il progetto per il parco

La 26enne, che ha sporto denuncia ai carabinieri di Toritto, ha raccontato la sua drammatica esperienza attraverso un video pubblicato sui social, mostrando il volto tumefatto e le numerose fratture riportate. «I danni sono fisici ma soprattutto morali - ha affermato, visibilmente scossa - perché i soccorsi li ho chiamati io mentre ero grondante di sangue e con una platea di gente che guardava mentre prendevo calci in faccia da adulti e ragazzini».

Nonostante il trauma subito, la giovane ha manifestato al sindaco la volontà di trasformare questa esperienza in qualcosa di positivo, lanciando un progetto per fare del Parco Rossani un vero spazio di comunità. Leccese ha raccolto l'appello, dichiarando di voler lavorare per ricostruire «le fondamenta di una comunità che non può restare a guardare» di fronte alla violenza, e ha annunciato che la sua amministrazione seguirà l'iter giudiziario per costituirsi parte civile, assicurando che sulla vicenda «si andrà fino in fondo».

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