L'UE sfida la Cina con minicar elettriche da 15-20 mila euro
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
La Commissione europea ha lanciato una strategia per minicar elettriche economiche, denominata “Small Affordable Cars”. L'obiettivo è rilanciare il mercato automobilistico europeo e contrastare l'ascesa dei produttori asiatici, rendendo la mobilità a zero emissioni accessibile a più persone con veicoli dal prezzo contenuto, tra i 15.000 e i 20.000 euro. Il piano, presentato al Consiglio Competitività di Bruxelles, rappresenta una risposta diretta alla concorrenza cinese.
Le perplessità sulla strategia delle minicar
Non mancano però i dubbi sull'efficacia di questa manovra. L'Italia, ad esempio, chiede una maggiore libertà di scelta tecnologica, sostenendo che non si debbano trascurare altre soluzioni per la transizione ecologica. Questo dibattito rivela una frattura tra la visione comunitaria e le sensibilità di alcuni Stati membri, preoccupati che un approccio troppo rigido possa limitare le opzioni dei consumatori.
La risposta dell'industria: Citroen e il richiamo alla 2CV
Il costruttore francese Citroen, sotto la guida di Xavier Chardon, ha colto al volo l'opportunità. Sta lavorando a un'auto elettrica che si ispira alla mitica 2CV, un'icona di semplicità e accessibilità. L'obiettivo è presentare un veicolo che rispetti i crismi del programma E-Car dell'UE, con un lancio previsto per il 2028, coniugando il richiamo emotivo di un modello leggendario con un'offerta economicamente sostenibile.
Una scommessa per il futuro dell'auto europea
La strategia dell'Unione Europea, che ricorda le "kei car" giapponesi, è una scommessa ambiziosa. Mira a proteggere l'industria continentale e a rinvigorire un mercato in affanno. Il successo dipenderà dalla capacità di coniugare l'innovazione con costi di produzione contenuti, per catturare l'interesse di quel pubblico finora rimasto ai margini della rivoluzione elettrica.




