Aumenti stipendi ministri non parlamentari, polemiche e reazioni
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Redazione Interno
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Il governo Meloni ha recentemente approvato un emendamento alla Manovra 2025 che prevede un significativo aumento delle indennità per otto ministri e una decina di viceministri e sottosegretari non eletti in Parlamento. Questo provvedimento, che ha suscitato numerose polemiche, equipara il compenso di questi membri del governo a quello dei loro colleghi parlamentari, portando le loro indennità mensili a circa 10.000 euro lordi, a cui si aggiungono 3.690 euro per l'esercizio del mandato e altri mille euro per le spese di viaggio, oltre alla diaria di 3.500 euro già percepita.
Le opposizioni hanno immediatamente criticato la decisione, accusando il governo di mancanza di trasparenza e di riscrivere il provvedimento senza un adeguato confronto. In particolare, il giornale "Domani" ha ironizzato sulla situazione con il titolo "Più tasse per tutti, più soldi per i ministri", sottolineando il contrasto tra l'aumento delle indennità per i ministri e le richieste di maggiori contributi per le pensioni rivolte ai cittadini.
Il dibattito si è acceso ulteriormente quando è emerso che i ministri non parlamentari, che attualmente percepiscono circa 4-5.000 euro al mese, vedranno il loro stipendio aumentare di circa 7.000 euro mensili. Questo ha portato a una serie di dichiarazioni infuocate da parte delle opposizioni, che hanno accusato il governo di populismo e di favorire i propri membri a discapito dei cittadini.
Nel frattempo, l'esame della manovra in commissione Bilancio alla Camera è stato rinviato, con le opposizioni che chiedono un intervento del ministro dell'Economia per chiarire i tempi e i contenuti del provvedimento.




