Messina, l'ultimo saluto a Rebecca Galli: «Credete sempre in voi stessi»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una bara bianca ricoperta di fiori rosa ha varcato la soglia del Duomo di Messina, accolta da una folla che riempiva ogni navata della Cattedrale. Davanti all'altare, tra cestini di rose bianche e rosa, si sono celebrati i funerali di Rebecca Galli, la diciassettenne morta venerdì 25 settembre dopo le gravissime ferite riportate nell'incidente stradale avvenuto il pomeriggio precedente in via Don Blasco.

La Cattedrale era stracolma: familiari, amici, compagni di scuola e insegnanti del liceo Archimede, dove la ragazza frequentava il quarto anno del liceo linguistico, si sono stretti attorno alla famiglia in un abbraccio collettivo.

Una chiesa gremita e una piazza in lacrime

In migliaia hanno voluto partecipare all'ultimo saluto. La chiesa si è riempita ben prima dell'inizio della funzione, e piazza Duomo ha accolto quanti non sono riusciti a entrare. La foto di Rebecca campeggiava accanto al feretro e sulle magliette bianche indossate dai compagni, con la scritta «La nostra regina per sempre». Tra i banchi, gli amici dell'Archimede stringevano una rosa blu tra le mani, un gesto semplice e silenzioso che raccontava più di molte parole.

La professoressa di educazione motoria Giusy Morsicato, particolarmente legata alla ragazza, sedeva in prima fila accanto ai familiari. Presente anche l'assessore Massimo Finocchiaro, in rappresentanza del sindaco Federico Basile, che prima della celebrazione aveva incontrato in forma privata i genitori di Rebecca.

L'omelia di padre Narcisi: «Diciassette anni sono troppo pochi»

A presiedere le esequie è stato padre Francesco Narcisi, parroco della chiesa di San Domenico, la parrocchia di appartenenza della famiglia Galli. «Davanti alla morte di una ragazza di 17 anni non ci sono parole giuste», ha esordito il sacerdote durante l'omelia, scegliendo di non cercare spiegazioni davanti a una tragedia che ha definito «profondamente ingiusta». Ha ricordato i momenti condivisi con la famiglia appena due settimane prima, per il matrimonio della sorella Giusy e il battesimo del nipotino Kevin, e poi l'improvviso arrivo della notizia.

«Perché lei? Perché così?», si è chiesto, aggiungendo che la fede «non ci obbliga a dare una spiegazione per ogni dolore». Il parroco ha poi tratteggiato il ritratto di Rebecca: una ragazza solare, legata alla famiglia e agli amici, che amava l'inglese e i viaggi, desiderosa di «attraversare le distanze attraversando i mondi degli altri». In classe ripeteva spesso una frase che oggi risuona con un peso diverso: «Credete sempre in voi stessi, portate avanti le vostre idee».

Rivolgendosi ai coetanei, padre Narcisi ha invitato a non vergognarsi delle lacrime, ma a non permettere che il dolore spenga la voglia di vivere: «Amate di più, non aspettate domani per dire a qualcuno che gli volete bene, abbiate cura gli uni degli altri, viaggiate, studiate, difendete le vostre idee. In una parola: vivete».

Il dolore della madre e l'applauso fuori dalla Cattedrale

Durante la cerimonia ha preso la parola anche la madre di Rebecca, che con voce segnata dal dolore ha ricordato la figlia: «Figlia mia, non avrei mai pensato che arrivasse questo giorno. Tu per me sei stata la mia bambina, anche quando la vita ti aveva fatto diventare donna. Mi mancherà tutto di te». Al termine della funzione, il feretro ha lasciato la Cattedrale mentre fuori risuonavano le note dell'Ave Maria. Ad attendere la bara bianca c'erano palloncini rosa e bianchi, tra cui uno dorato con la scritta «Zia Reby», il soprannome con cui la chiamava il nipotino.

Un lungo applauso ha accompagnato l'uscita della diciassettenne dalla chiesa, seguito dal volo dei palloncini verso il cielo, mentre decine di corone dorate testimoniavano l'affetto di una città intera. Rebecca viaggiava come passeggera su uno scooter condotto da un sedicenne quando il mezzo si è scontrato con una Volkswagen Taigo nel tratto di via Don Blasco compreso tra le rotatorie di viale Europa e via Santa Cecilia. La dinamica dell'incidente è ancora al vaglio degli investigatori.

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