La spending review di Musk colpisce Aviano: tensioni e incertezze alla base Usa
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Redazione Economia
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Elon Musk, incaricato da Donald Trump di guidare il “Doge”, l’organizzazione temporanea per l’efficienza del governo statunitense, ha rivolto la sua attenzione all’Italia, in particolare alla base militare americana di Aviano, in provincia di Pordenone. La missione, che impiega 768 dipendenti civili, è già stata interessata da un primo ridimensionamento nel settembre 2024, quando 44 lavoratori italiani furono dichiarati in esubero. Di questi, 22 accettarono una buonuscita di 8.000 euro, mentre gli altri furono ricollocati. Ora, però, la situazione sembra farsi più complessa, con nuove direttive che hanno generato preoccupazione tra il personale.
Nei giorni scorsi, infatti, è stata diffusa una nota interna dell’Aafes (Army and Air Force Exchange Service), che ha sollecitato i dipendenti a presentare, entro martedì 11 marzo a mezzogiorno, un dettagliato resoconto in cinque punti sulle mansioni svolte nella settimana precedente. La richiesta, che esclude la divulgazione di documenti classificati o dati sensibili, è stata interpretata da molti come un primo passo verso ulteriori tagli o riorganizzazioni.
La base di Aviano, che genera un indotto di circa mezzo miliardo di euro per il Friuli Venezia Giulia, rappresenta un pilastro economico per la regione. Tuttavia, le recenti mosse di Musk hanno acceso un campanello d’allarme. Carte di credito bloccate, acquisti sospesi e la richiesta di rendicontazione delle attività lavorative hanno contribuito a creare un clima di tensione, sebbene non vi sia ancora un piano ufficiale di ridimensionamento.
Anche la base di Vicenza, altro importante avamposto militare statunitense in Italia, è stata coinvolta nella stessa direttiva, alimentando ulteriori dubbi sulle intenzioni del governo americano. Mentre in Germania la situazione è già critica, con l’aviazione americana che ha annunciato ritiri significativi, in Italia si attende ancora una chiara comunicazione.
Intanto, i dipendenti di Aviano si trovano a dover rispondere a una richiesta senza precedenti, che molti interpretano come un tentativo di razionalizzare le risorse e ottimizzare i costi. La mail inviata dai vertici dell’Aafes, con il suo tono perentorio, ha lasciato poco spazio a interpretazioni: tutti, senza eccezioni, devono fornire il resoconto richiesto.
Il Friuli Venezia Giulia, che da decenni ospita una delle più importanti basi americane in Europa, si interroga ora sul futuro di un’infrastruttura che non solo garantisce sicurezza strategica, ma anche stabilità economica. Sebbene non vi siano ancora segnali di un ritiro imminente, il cambio di rotta è evidente, e la regione si prepara a fare i conti con possibili ripercussioni.




