Milano chiude in lieve flessione, mentre lo spread Btp-Bund torna a salire

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Piazza Affari ha concluso la seduta del 9 giugno con un timido segno negativo, confermando una giornata di incertezza che ha visto il Ftse Mib scendere dello 0,35%, portandosi a 40.419 punti. Nonostante l’avvio poco sopra la parità, l’indice ha subito una leggera pressione al ribasso, riflettendo le tensioni che hanno coinvolto anche altri mercati europei, dove i principali listini hanno registrato flessioni frazionali.

Dal punto di vista tecnico, l’analisi di breve periodo suggerisce che la fase rialzista non sia ancora esaurita, con una resistenza immediata posta a 40.684 punti e un primo supporto individuato a 40.157. Gli esperti prevedono che, superato l’attuale momento di stallo, l’indice potrebbe riprendere la corsa verso nuovi massimi stimati intorno ai 41.212 punti. Tuttavia, l’aggiornamento delle 15:50 ha evidenziato un ulteriore indebolimento, con il Ftse Mib sceso dello 0,31% a 40.477 punti, e un possibile test dei supporti a 40.342 e 40.207 nel breve termine.

A pesare sul sentiment degli investitori è stato anche l’allargamento dello spread tra Btp e Bund decennali, salito a 92,4 punti base, nonostante il rendimento del titolo italiano sia sceso di 1,7 punti, attestandosi al 3,47%, mentre quello tedesco ha perso 1,9 punti, fermandosi al 2,54%. Tra i titoli più penalizzati spicca Leonardo, che ha ceduto l’1,54%, trascinato in basso dalle preoccupazioni per una possibile riduzione degli investimenti militari in Francia, dove il governo sta affrontando difficoltà di bilancio.

Diverso il percorso di Stellantis, che ha invece registrato un buon rimbalzo, dimostrando una resilienza che pochi altri big del listino hanno saputo replicare. Le mid cap e le small cap non sono state immuni all’onda negativa: il Ftse Italia Mid Cap ha perso lo 0,16%, mentre lo Star è sceso dello 0,11%, confermando una giornata senza veri protagonisti.

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