Ciro Immobile dice basta al calcio a 36 anni: il bomber delle quattro Scarpe d'Oro si ritira
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Redazione Sport
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Anche il pallone, si sa, ha le sue moire. Un destino che qualcuno, lassù, sceglie e dipana come un filo dorato che si srotola dalle mani di Cloto, prosegue attraverso Lachesi e, infine, viene reciso da Atropo, l'ultima delle sorelle del mito greco. A un pugno di ore da un Ferragosto come tanti, quel filo si è interrotto per Ciro Immobile, che a 36 anni ha deciso di appendere gli scarpini al chiodo.
L'annuncio, arrivato con un video carico di commozione pubblicato sui canali social del Paris Football Club, sua ultima squadra, ha chiuso un cerchio lungo diciassette anni, fatto di gol, record e un Europeo vinto con la Nazionale.
L'addio tra le lacrime e il richiamo della famiglia
"Questo è un momento duro per me - ha esordito Immobile nel video dedicato ai compagni e allo staff del club francese - perché è la fine di un grande percorso, di una parte della mia vita". La voce dell'attaccante, originario di Torre Annunziata, si è spezzata più di una volta mentre spiegava le ragioni di una scelta sofferta, ma meditata. Se da un lato l'amore per il calcio resta intatto, dall'altro è subentrata la consapevolezza, quella che lui stesso ha definito "onestà verso me stesso", di non poter più garantire il massimo delle prestazioni.
"Se non sento di poter dare il massimo - ha proseguito nel suo intervento - anche se è dura, la mia decisione è di chiudere qui la mia carriera. Non siate tristi per me, sono felice di stare con la mia famiglia e di iniziare a pensare ai nuovi progetti per il mio futuro". Il richiamo alla famiglia è stato il leitmotiv di un discorso intimo e profondo: "Mi hanno seguito ovunque per tutti questi anni - ha dichiarato - ora hanno bisogno di me".
I numeri di una leggenda: 207 gol con la Lazio e il record in Serie A
Chiudere una carriera del genere non è mai semplice, soprattutto quando i numeri parlano di un'era. Ciro Immobile lascia il calcio con un bagaglio di 350 gol totali in 656 presenze tra club e Nazionale, ma sono i numeri italiani a renderlo immortale. Con 201 reti nella massima serie, l'ottavo miglior marcatore di tutti i tempi della Serie A, ha dominato la classifica dei cannonieri per quattro volte, un record assoluto che lo pone sopra ogni altro calciatore italiano nella storia del torneo.
E poi c'è la Lazio, il suo club del cuore, dove ha scritto la pagina più bella: 207 gol in 340 partite ufficiali, che lo rendono il miglior bomber della storia biancoceleste, superando persino il leggendario Silvio Piola. In maglia laziale ha vinto una Coppa Italia, due Supercoppe Italiane e, nella stagione 2019-2020, ha toccato l'apice con 36 gol in campionato, che gli sono valsi la Scarpa d'Oro europea, eguagliando il record di Gonzalo Higuaín.
Dagli esordi al Pescara fino al trionfo europeo
Il viaggio di Ciro Immobile, come lui stesso ha raccontato, è stato "un viaggio perfetto" partito "dai campetti sgarrupati sotto casa alla Tour Eiffel". Dopo gli esordi tra le giovanili della Juventus, dove ha avuto l'onore di sostituire il suo idolo Alessandro Del Piero, e alcuni prestiti in giro per l'Italia, la svolta arrivò al Pescara. Nella stagione 2011-2012, sotto la guida di Zdenek Zeman, formò un trio leggendario con Marco Verratti e Lorenzo Insigne, segnando 28 gol in Serie B e regalando una storica promozione in A agli abruzzesi.
Ma la consacrazione definitiva arrivò con la maglia del Torino, dove nella stagione 2013-2014 formò una coppia devastante con Alessio Cerci, chiudendo con 22 reti e conquistando il suo primo titolo di capocannoniere. Il resto è storia recente: dopo esperienze al Borussia Dortmund e al Siviglia, l'approdo alla Lazio e la consacrazione definitiva. Con la maglia azzurra, infine, il sigillo più bello: la vittoria dell'Europeo del 2021, un traguardo che ha definito il momento più alto della sua carriera.
Un futuro da allenatore dopo il ritiro dal calcio giocato
Ora che il pallone si è fermato, per Ciro Immobile si apre un nuovo capitolo. L'ex bomber, che ha giocato anche con le maglie di Besiktas e Bologna nelle ultime tappe della sua carriera, ha già le idee chiare sul suo futuro: "Voglio subito iniziare a studiare da allenatore". Un annuncio che lascia presagire un ritorno nel mondo del calcio, questa volta dall'altra parte della barricata.
Il Pescara, intanto, lo ha salutato con un messaggio sui social, ricordando con affetto gli anni dello Zemanlandia: "A Pescara hai conquistato il grande calcio, in Abruzzo hai trovato la tua famiglia. Oggi si chiude una pagina immensa di sport". Un abbraccio collettivo che suggella l'addio di un campione che ha segnato un'epoca, lasciando un segno indelebile nella storia del calcio italiano.
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