Ciro Immobile si ritira a 36 anni: "È il momento di stare con la mia famiglia"
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Redazione Sport
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Il calcio italiano e internazionale saluta uno dei suoi interpreti più prolifici degli ultimi decenni. Ciro Immobile, attaccante classe 1990, ha ufficialmente annunciato il suo ritiro dall'attività agonistica all'età di 36 anni, attraverso un video diffuso sui canali social del Paris FC, la sua ultima squadra.
Un gesto che sancisce la conclusione di una carriera lunga e ricca di soddisfazioni, costellata da record personali, trofei collettivi e una straordinaria capacità realizzativa che lo ha reso uno dei bomber più temuti del campionato italiano, capace di lasciare un segno indelebile in maglia biancoceleste.
L’addio e le ragioni di una scelta di vita
Il messaggio diffuso dal club parigino, in cui Immobile si trovava dal gennaio scorso dopo la parentesi turca al Besiktas, ritrae un calciatore che ha maturato una decisione ponderata e profonda, lontana da mere questioni fisiche o legate al rendimento. Con la voce rotta dall'emozione, l'ex attaccante di Pescara e Torino ha spiegato di aver scelto di appendere gli scarpini al chiodo per dedicarsi interamente alla sua famiglia, un nucleo che ha sempre rappresentato il suo porto sicuro.
Le sue parole, seppur brevi, hanno rivelato l’esigenza di voltare pagina dopo una vita passata sui campi da gioco, sottolineando come il bisogno di vicinanza ai propri cari abbia preso il sopravvento su qualsiasi altra ambizione professionale. Una scelta che lo porta a risolvere consensualmente il contratto che lo legava al Paris FC, club della Ligue 2 francese, per iniziare un nuovo capitolo della sua esistenza.
L’abbraccio social della moglie Jessica
La notizia del ritiro ha scatenato un'ondata di calore e affetto nei confronti dell'attaccante, ma la reazione più toccante è arrivata dalla moglie Jessica Melena, compagna di una vita e presenza costante al suo fianco. In un video pubblicato poco dopo l'annuncio ufficiale, Jessica ha voluto omaggiare il marito con un messaggio che ha commosso i fan, distinguendo l'uomo dal calciatore: "Il mondo ha visto i tuoi gol, io ho visto tutto quello che c'era prima. Il mondo ha conosciuto Ciro Immobile, io ho avuto il privilegio di conoscere semplicemente Ciro".
Un pensiero che rivela l'intimità di un rapporto costruito lontano dai riflettori, nella quotidianità della vita a Francavilla al Mare e a Bucchianico, il comune abruzzese che li ha visti unirsi in matrimonio nel lontano 2014 e che ha recentemente conferito all'attaccante la cittadinanza onoraria. Proprio in Abruzzo, dove Immobile è cresciuto calcisticamente prima dell'esplosione nazionale, la coppia ha scelto di radicare la propria esistenza, lontano dal caos metropolitano.
I numeri di una carriera leggendaria
Chiudere con un bottino di 350 gol in 656 partite ufficiali è un traguardo che pochi attaccanti italiani possono vantare, una media realizzativa che colloca Immobile tra i giganti del gol del calcio nostrano. Il suo nome è indissolubilmente legato alla Lazio, club in cui ha militato dal 2016 al 2024 collezionando 340 presenze e firmando 207 reti, un’eredità pesante che lo ha consacrato come quarto miglior marcatore di sempre della storia biancoceleste, dietro solo a leggende del calibro di Silvio Piola.
In quel periodo, l’attaccante campano ha vinto una Coppa Italia e due Supercoppe italiane, ma il suo lascito più grande resta il poker di titoli come capocannoniere della Serie A: tre con la maglia della Lazio e uno con quella del Torino, impreziosito dal record di 36 gol realizzati nella sola stagione 2019-2020, un primato che lo ha proiettato nell'olimpo dei marcatori europei di quell'annata.
Dalla provincia ai palcoscenici internazionali
Nato a Torre Annunziata ma cresciuto calcisticamente nelle giovanili del Sorrento e poi dello Juventus, il percorso di Immobile è stato un mosaico di esperienze che lo hanno visto protagonista in diverse piazze italiane. Dopo l'esplosione al Pescara di Zeman, dove formò un tridente devastante con Insigne e Quagliarella, il suo talento lo portò al Torino, dove vinse il suo primo titolo di capocannoniere e conquistò la maglia della Nazionale maggiore.
L'avventura all'estero, prima al Borussia Dortmund e poi al Siviglia, non gli regalò la continuità sperata, ma il ritorno in Italia alla Lazio rappresentò la vera e propria consacrazione. In quegli anni, Immobile divenne il punto di riferimento offensivo della squadra guidata da Simone Inzaghi prima e Maurizio Sarri poi, dimostrando una longevità e un'intensità agonistica che lo hanno portato a calcare i palcoscenici più importanti fino a pochi mesi fa, quando ha scelto la sfida turca con il Besiktas prima di approdare nella capitale francese.
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