Soldati nordcoreani in Ucraina, la minaccia per Kim
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Redazione Esteri
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La Corea del Nord ha inviato fra i 3.000 e i 10.000 soldati in Russia per partecipare a quella che a Mosca chiamano "operazione militare speciale", ossia la guerra in Ucraina. Questi soldati, addestrati per mesi a Ulan-Ude, capitale della Buryatia, una regione al confine con la Mongolia, sono stati mandati al fronte con il viso coperto per sembrare buriati, una minoranza dai tratti asiatici. La notizia, rivelata da Alexandra Garmazhapova, giornalista della Buryatia e presidente della Fondazione per la Buryatia libera, ha suscitato scalpore.
Nel frattempo, l'esercito russo avanza nel Donbass, con il rinnovato vigore che spinge lungo tutta la linea del fronte. I villaggi cadono uno dopo l'altro, l'ultimo dei quali è Stepanovka, nella regione di Donetsk. L'esercito ucraino, guidato da Zelensky, è ormai sulla difensiva e costretto a continui arretramenti. La situazione è resa ancora più complessa dalla presenza dei soldati nordcoreani, che rappresentano una minaccia non solo per l'Ucraina, ma anche per Kim Jong Un, il quale deve affrontare le conseguenze politiche e militari di questa decisione.
Donald Trump, durante la sua campagna elettorale, aveva ricordato l'amicizia interrotta con Kim Jong Un, esprimendo il desiderio di riprendere i rapporti con il leader nordcoreano. Tuttavia, con il ritorno alla Casa Bianca, Trump dovrà affrontare la sfida di gestire le relazioni con tutti i leader stranieri, inclusi quelli autoritari per cui prova una profonda fascinazione. I summit falliti tra Kim e Trump, come quello del 2018 a Singapore, hanno dimostrato la difficoltà di raggiungere un accordo duraturo.
La presenza dei soldati nordcoreani in Ucraina, mascherati per sembrare buriati, rappresenta un ulteriore elemento di tensione in un conflitto già complesso e sanguinoso




