Inter-Juventus, la notte di San Siro vale una stagione

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il conto alla rovescia è terminato e tra poco più di un’ora, con il fischio d’inizio delle 20.45, lo stadio Giuseppe Meazza di San Siro ospiterà la 255esima edizione del derby d’Italia, quella che mette di fronte un’Inter prima in classifica e desiderosa di allungare ulteriormente il passo, e una Juventus quarta, agganciata dalla Roma, che non può permettersi passi falsi nella corsa alla Champions League -3-7. La posta in palio, al di là dei tre punti, è immensa per entrambe le sponde del Naviglio: i nerazzurri di Cristian Chivu, forti di un cammino finora dominante, vogliono sfatare il tabù che li ha visti inciampare proprio negli scontri diretti, mentre i bianconeri di Luciano Spalletti, subentrato in autunno a Igor Tudor dopo il rocambolesco 4-3 dell’andata, cercano continuità e un successo pesante per consolidare il quarto posto e tenere a bada le inseguitrici -1-2-7. Si respira aria di vigilia elettrica, come da tradizione per una sfida che nei soli tre precedenti più recenti in campionato ha regalato la bellezza di sedici reti, una media superiore ai cinque gol a partita che lascia presagire spettacolo -8.

Le scelte di Chivu e Spalletti tra recuperi e forfait

Sul fronte della formazione, la settimana di rifinitura ha portato buone e cattive notizie per i due tecnici. Chivu sorride per i recuperi di Nicolò Barella e Hakan Calhanoglu, entrambi rientrati in gruppo e candidati a una maglia da titolare nel folto centrocampo a cinque. Il dubbio principale, per l’allenatore dell’Inter, risiede nella gestione delle forze in vista dei prossimi impegni europei, con Piotr Zielinski che preme per una conferma dopo le buone prestazioni e Henrikh Mkhitaryan pronto a subentrare. In difesa, davanti a Yann Sommer, il terzetto dovrebbe essere composto da Yann Bisseck, Manuel Akanji e Alessandro Bastoni, anche se non si esclude un turnover con Francesco Acerbi. Sulle fasce spazio a Luis Henrique e al rigenerato Federico Dimarco, mentre in avanti la coppia gol formata da Lautaro Martinez e Marcus Thuram, tornata al bersaglio nell’ultima uscita, è pronta a seminare il panico nella retroguardia avversaria. Ben diversa la situazione in casa Juventus, dove Spalletti deve fare i conti con l’emergenza. Il dubbio più pesante riguarda Khephren Thuram, il fratello di Marcus, la cui presenza è fortemente a rischio a causa di un edema osseo alla caviglia rimediato in settimana. Se il francese dovesse dare forfait, la cabina di regia sarebbe affidata a Manuel Locatelli, con Teun Koopmeiners arretrato sulla linea dei mediani o Weston McKennie spostato al centro. In attacco, il riferimento offensivo sarà Jonathan David, supportato dalle ali Francisco Conceição e Kenan Yildiz, con l’ex McKennie possibile trequartista aggiunto nel 4-2-3-1 disegnato dal tecnico toscano.

I precedenti sorridono ai bianconeri, ma i numeri attuali dicono Inter

La storia della sfida, se si guardano i numeri complessivi dalla nascita del girone unico, parla chiaro: su 227 confronti ufficiali, la Juventus è avanti con 105 vittorie, contro i 64 successi dell’Inter e i 58 pareggi, e nessuna squadra ha battuto i nerazzurri più volte di loro nel massimo campionato. Eppure, i numeri del presente raccontano una verità diversa e piuttosto cruda per i tifosi bianconeri. L’Inter di Chivu arriva all’appuntamento forte di un attacco tra i più prolifici del torneo con 57 reti, a fronte delle 41 della Vecchia Signora, e di una difesa che ha subito appena 19 gol, un dato impressionante se paragonato ai 18 incassati dalla Juventus. A certificare il divario costruito negli ultimi anni ci pensano le statistiche: considerando le ultime cinque stagioni di campionato, al netto delle penalizzazioni, l’Inter ha accumulato ben sessanta punti in più rispetto ai rivali, un’enormità che vale quasi due interi campionati. Un predominio che stride con gli investimenti, visto che nello stesso periodo la Juventus ha riversato sul mercato circa 356 milioni in più dei nerazzurri, un paradosso economico che rende ancora più straordinario il lavoro fatto a livello tecnico e gestionale da entrambe le parti.

L’analisi degli ex: Ranocchia e il confronto tra i reparti

A presentare la sfida con il consueto trasporto ci ha pensato anche Andrea Ranocchia, ex difensore dell’Inter che ha condiviso lo spogliatoio con Chivu ai tempi del calcio giocato ed è stato allenato da Spalletti nella sua esperienza milanese. Intervenuto sulle colonne di Tuttosport, l’ex capitano nerazzurro ha espresso un parere netto: l’Inter parte favorita, perché sta attraversando un momento di forma straordinario e arriva all’appuntamento nelle migliori condizioni psicofisiche. Ranocchia non ha lesinato elogi per entrambi i tecnici, definendo Chivu un “grandissimo allenatore” capace di far ricredere gli scettici dopo un inizio non semplice, e Spalletti un “maestro di calcio” per la sua capacità di trasmettere idee chiare e immediate ai giocatori. Analizzando i reparti, ha poi puntato i riflettori sulla retroguardia, definendo Alessandro Bastoni e Bremer, il centrale brasiliano della Juventus, come i due migliori interpreti del ruolo in tutto il campionato italiano, con Manuel Akanji indicato come una garanzia assoluta. Un’analisi tecnica che conferma come la partita si deciderà soprattutto nelle aree di rigore, dove da una parte l’esperienza di Sommer e la fisicità di Akanji proveranno a fermare l’imprevedibilità di Yildiz e David, e dall’altra Di Gregorio dovrà vedersela con la potenza di Thuram e la cinicità di Lautaro.

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