Protesta a Calerno per la chiusura del bancomat, il Credem motiva la scelta

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La decisione del Credem di disattivare, a partire dal 15 gennaio, l'unico sportello bancomat presente nella frazione di Calerno, nel comune di Sant'Ilario d'Enza, ha innescato una reazione compatta tra i residenti, i quali si sono sentiti privati, quasi traditi, di un servizio ritenuto essenziale per la vita quotidiana. La protesta, organizzata ieri mattina davanti all'ex filiale della banca in via 25 luglio dalla lista Alternativa Civica, ha visto la partecipazione di alcune decine di cittadini, mentre una delegazione del gruppo politico ha espresso pubblicamente la propria vicinanza a una popolazione che, soprattutto nella sua componente più anziana o con minori possibilità di spostamento, risente in modo particolare della perdita del punto di prelievo.

La reazione dell'istituto di credito

Alle rimostranze, il Credem ha risposto con una nota ufficiale, cercando di contestualizzare la scelta all'interno di una strategia più ampia di presidio del territorio. La banca, infatti, ha ribadito come la propria copertura nell'area nord-ovest della provincia di Reggio Emilia rimanga "capillare", con ben 17 punti di prelievo contante automatici e 16 punti dedicati alla consulenza, distribuiti tra filiali e centri aziendali. Secondo quanto riferito dall'istituto, la chiusura dello sportello di Calerno è stata determinata dal numero esiguo di operazioni giornaliere effettuate in quel determinato atm, un dato che ne avrebbe reso antieconomico il mantenimento.

Le conseguenze sul tessuto sociale

La motivazione economico-funzionale addotta dalla banca, seppur chiara nelle intenzioni, non è tuttavia bastata a placare il malcontento, alimentato dalla percezione che un pezzo di servizio al cittadino stesse venendo meno senza un adeguato confronto preliminare. Il sindaco di Sant'Ilario d'Enza, Marcello Moretti, intervenuto dopo aver incontrato una trentina di cittadini della frazione, ha descritto l'azione del Credem come "una sorta di tradimento", sottolineando il valore sociale di un presidio che andava oltre la mera statistica delle transazioni. La mancanza del bancomat, d'altronde, costringe ora gli abitanti a recarsi nei comuni limitrofi, come Sant'Ilario capoluogo a circa 4 chilometri, Campegine a 5 o Montecchio Emilia a quasi 7, un percorso non banale per chi non guida o per chi deve fare affidamento sui mezzi pubblici.

La ricerca di un nuovo equilibrio

Nel tentativo di bilanciare la riduzione dei costi con le esigenze della clientela, il Credem ha annunciato di aver potenziato i servizi nelle filiali vicine, le quali dovrebbero quindi sopperire alla chiusura del punto di Calerno. Tuttavia, questa riconfigurazione della rete, se da un lato ottimizza le risorse della banca, dall'altro trasferisce l'onere dello spostamento direttamente sui cittadini, i quali si vedono obbligati a modificare le proprie abitudini per accedere a un servizio di base. La vicenda, al di là del caso specifico, solleva interrogativi più ampi sull'evoluzione dei servizi bancari nelle aree periferiche e sulle conseguenze che le scelte degli istituti di credito, pur legittime, possono avere sulla qualità della vita e sull'inclusione finanziaria di una parte della popolazione.

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