Credem, 400 assunzioni nel 2026 tra filiali, It e private banking
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Redazione Economia
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Il gruppo bancario emiliano, guidato dalla strategia di crescita basata sul capitale umano, ha ufficializzato un piano di assunzioni che nel corso del 2026 porterà all’inserimento di quattrocento nuove risorse, andando così a consolidare un trend di sviluppo costante avviato ormai da diversi anni.
Dopo aver già perfezionato centoquindici contratti nei soli primi tre mesi dell’anno – un dato che conferma la continuità con l’esercizio precedente – l’istituto di via Emilia San Pietro si appresta ora a completare il programma con ulteriori trecento ingressi entro i prossimi mesi, dimostrando una fiducia concreta nelle potenzialità del ricambio generazionale.
Questa massiccia operazione di rafforzamento dell’organico, che fa seguito agli oltre millecinquecento professionisti già accolti dal 2021 a oggi, mira a creare un equilibrio virtuoso tra l’esperienza consolidata dei quadri dirigenziali e l’energia innovativa dei giovani talenti, senza dimenticare l’impegno costante verso un sostanziale equilibrio di genere che ha caratterizzato il saldo occupazionale sempre positivo degli ultimi cinque anni.
Attualmente il gruppo conta circa seimilottocento dipendenti, una cifra che testimonia l’incremento netto di oltre centonovanta unità rispetto a inizio 2021, e le nuove leve andranno a inserirsi principalmente nelle aree strategiche individuate dalla direzione.
Rete commerciale e virtual contact center: i profili più ricercati
Una fetta consistente delle posizioni aperte riguarda la capillare rete di filiali distribuite sull’intero territorio nazionale, senza dimenticare il virtual contact center – ovvero quella struttura specificamente dedicata all’assistenza telefonica e online della clientela – dove l’istituto ricerca figure prevalentemente giovani, sia diplomati sia laureati, senza particolari vincoli legati all’indirizzo di studi e addirittura anche privi di esperienza pregressa.
Ciò che conta, per questi ruoli, è l’attitudine alla relazione interpersonale e una buona efficacia comunicativa, qualità che verranno valutate attraverso un percorso di selezione composto da due colloqui, entrambi di tipo psico-attitudinale. La banca sembra dunque voler puntare su un approccio diretto e immediato, privilegiando le soft skills rispetto ai titoli di studio specifici, probabilmente con l’obiettivo di formare internamente le figure secondo la propria cultura aziendale.
Questi professionisti, una volta assunti, avranno il compito di presidiare l’accoglienza della clientela nelle sedi fisiche e di garantire supporto da remoto, rappresentando il primo filtro relazionale tra l’ente creditizio e i risparmiatori.
L’innovazione tecnologica e il private banking per grandi patrimoni
Discorso decisamente differente, invece, per l’ambito dell’Information Technology, dove il gruppo sta cercando neolaureati ed esperti in possesso di competenze informatiche specifiche, come analisti, sviluppatori e project manager; in questo caso l’attenzione è rivolta in particolare a chi ha conseguito una laurea cosiddetta STEM, ovvero in ingegneria, matematica, informatica, fisica o statistica.
L’obiettivo dichiarato è quello di potenziare l’innovazione tecnologica, spingendo sull’acceleratore dell’intelligenza artificiale e sulla trasformazione digitale dei prodotti e dei processi interni rivolti al cliente: i candidati ideali dovranno quindi confrontarsi con un iter selettivo più articolato, che prevede un primo colloquio di natura tecnica seguito da un successivo incontro individuale psico-attitudinale.
Parallelamente, la controllata Credem Euromobiliare Private Banking – nata nel 2023 dalla fusione dell’area private banking di Credem con Banca Euromobiliare – intende rafforzare la propria rete di specialisti dedicati ai grandi patrimoni, cercando da un lato professionisti già dotati di una consolidata esperienza nella gestione della clientela facoltosa e dall’altro assistant private banker, anche senza esperienza pregressa, da inserire nelle filiali per supportare l’attività operativa e l’assistenza quotidiana.
Le funzioni di controllo e l’iter di selezione strutturato
Completano il quadro delle ricerche le funzioni di controllo, un’area spesso poco visibile ma cruciale per la tenuta complessiva di un gruppo bancario, dove vengono ricercati professionisti capaci di garantire la conformità normativa e la gestione dei rischi; si tratta di profili che richiedono competenze trasversali e che beneficeranno anch’essi del piano di espansione dell’organico.
L’iter di selezione, sebbene vari leggermente a seconda del comparto, mantiene una struttura chiara e definita: per i ruoli commerciali e di contact center bastano due valutazioni psico-attitudinali, mentre per gli specialisti It e i controllori si aggiunge un passaggio tecnico preliminare. Questa distinzione, per certi versi classica nel mondo del lavoro italiano, rivela la volontà di Credem di non lasciare nulla al caso, dosando la rigidità dei requisiti tecnici con la valutazione del carattere e delle motivazioni personali.
L’operazione, complessivamente, segna un ulteriore passo avanti nella strategia di crescita sostenibile dell’istituto, che intreccia la necessità di ringiovanire i quadri con l’urgenza di digitalizzare i processi, senza mai perdere di vista il rapporto diretto con il cliente.




