Giuliani ricoverato in condizioni critiche, il portavoce: “È stabile”
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Redazione Esteri
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L’ex sindaco di New York, Rudolph Giuliani, si trova in queste ore ricoverato in un ospedale della Florida, e stando a quanto riferito dal suo portavoce Ted Goodman, le sue condizioni sarebbero “critiche ma stabili”. Una notizia, quella diffusa domenica attraverso un messaggio pubblicato sui social, che getta nell’apprensione i suoi sostenitori, anche se al momento non sono stati forniti dettagli specifici riguardo alla patologia che ha reso necessario il ricovero o rispetto alla prognosi riservata all’81enne. Goodman, che ha voluto sottolineare come “il sindaco Giuliani sia un combattente” che sta affrontando questo momento con la forza che lo ha sempre contraddistinto, si è limitato a chiedere rispetto per la privacy, senza specificare né da quanto tempo l’ex magistrato si trovi nella struttura sanitaria né quale sia il centro medico che lo ospita.
L’ultima apparizione pubblica e le condizioni di salute
L’ultima apparizione pubblica di Giuliani, che è stato uno dei più stretti alleati dell’attuale presidente degli Stati Uniti Donald Trump, risale a venerdì sera, quando ha condotto il suo programma online intitolato “America’s Mayor Live” direttamente da Palm Beach. Durante quella diretta, chi lo seguiva aveva potuto notare un certo affanno nel suo parlare, con una voce che appariva insolitamente rauca e rotta da frequenti colpi di tosse, tanto da spingerlo a giustificarsi con il pubblico, ammettendo che la sua voce non era “in perfetta forma”. Un segnale, quello della trasmissione di venerdì, che già faceva presagire un malessere imminente, anche se nessuno avrebbe potuto immaginare un’evoluzione così repentina verso un quadro clinico definito “critico”. Va ricordato, a questo proposito, che la salute di Giuliani aveva già subito un grave scossone lo scorso settembre, quando rimase vittima di un incidente stradale nel New Hampshire: in quell’occasione riportò la frattura di una vertebra e altre lesioni, anche se i medici erano riusciti a scongiurare conseguenze permanenti.
La solidarietà di Trump e il commento sul caso giudiziario
Non appena diffusa la notizia del ricovero, non sono mancate le reazioni da parte del presidente Trump, che non ha perso tempo per esprimere pubblicamente la sua vicinanza all’ex sindaco, utilizzando la sua piattaforma Truth per definirlo “un vero guerriero” e “il miglior sindaco della storia di New York”. Nel suo messaggio, Trump ha poi aggiunto un commento che intreccia le sorti personali di Giuliani con le complesse vicende giudiziarie che lo hanno travolto negli ultimi anni, sostenendo che “è una tragedia che sia stato trattato così male dai democratici” e ribadendo la tesi, mai provata, secondo cui “aveva ragione su tutto” riguardo alle elezioni del 2020. Una coincidenza temporale, quella tra il ricovero e le dichiarazioni del presidente, che riporta inevitabilmente l’attenzione sulle pesanti conseguenze legali che la fedeltà a Trump ha comportato per l’ex primo cittadino di New York: basti pensare alla condanna per diffamazione da 148 milioni di dollari inflittagli a favore di due ex scrutatrici della Georgia, un verdetto che ha contribuito a minare ulteriormente le sue residue certezze economiche e psicologiche.
La parabola di “America’s Mayor” e il presente in ospedale
La fama mondiale di Giuliani, che oggi si trova a lottare tra la vita e la morte all’età di 81 anni, resta indissolubilmente legata al suo ruolo di leader durante gli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001, quando la sua fermezza e la sua capacità di tenere unita la città gli valsero l’appellativo onorifico di “Sindaco d’America”. Una parabola, la sua, che da quelle vette di popolarità l’ha visto poi scivolare progressivamente nell’abisso delle controversie politiche prima, e delle aule di tribunale poi, soprattutto dopo aver deciso di mettere la sua esperienza di procuratore al servizio delle tesi negazioniste di Trump sulla sconfitta elettorale. Ora, in attesa di capire cosa abbia realmente scatenato questo grave collasso fisico – se un ritorno della malattia oncologica contro cui aveva già combattuto in passato o una complicazione dovuta ai postumi dell’incidente stradale – i riflettori restano accesi sull’ospedale della Florida, dove i medici stanno gestendo quella che il portavoce ha descritto come una “condizione critica” ma, almeno per il momento, arginata.




