Giuliani ricoverato in condizioni critiche in Florida, il portavoce chiede preghiere

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La parabola pubblica di Rudolph Giuliani, un tempo celebrato come il “sindaco d’America” per la sua fermezza durante gli attentati dell’11 settembre 2001, ha subito oggi una brusca impennata emotiva legata non a una battaglia politica o giudiziaria – che pure hanno caratterizzato gli ultimi anni della sua vita – ma a una drammatica, seppur ancora indefinita, crisi di salute. L’ottantunenne ex sindaco di New York ed ex avvocato personale del presidente Donald Trump è stato ricoverato in un ospedale della Florida, dove versa, secondo quanto dichiarato dal suo portavoce Ted Goodman, in “condizioni critiche ma stabili”. L’annuncio, diffuso domenica attraverso un post sul social network X, ha immediatamente acceso i riflettori sulla stanza d’ospedale dove si trova l’ex magistrato, senza che però venissero forniti dettagli specifici riguardo alla diagnosi, alla data esatta del ricovero o alla struttura che lo sta curando.

Goodman, nel tentativo di placare le crescenti preoccupazioni pur senza entrare in merito al quadro clinico, ha descritto Giuliani con toni che richiamano la resilienza che lo contraddistinse nelle aule di tribunale e durante la crisi delle Torri Gemelle: “Il sindaco Giuliani è un combattente che ha affrontato ogni sfida della sua vita con incrollabile forza, e sta combattendo con quella stessa forza anche adesso”. L’invito alla preghiera lanciato dal portavoce ai sostenitori dell’ex primo cittadino sottolinea la gravità del momento, sebbene la scelta di non divulgare ulteriori particolari sia stata interpretata come un tentativo di tutelare la privacy di un uomo la cui salute, già messa a dura prova da un grave incidente stradale lo scorso settembre (in cui riportò la frattura di una vertebra e altre lesioni) ha mostrato segnali di fragilità nei giorni precedenti il ricovero.

La voce rauca venerdì sera e l’ombra dell’incidente stradale

A distanza di poche ore dall’annuncio del portavoce, i riflettori si sono spostati su quanto accaduto venerdì sera, quando Giuliani aveva condotto il suo programma online “America’s Mayor Live” da Palm Beach. In quell’occasione, apparendo visivamente provato, si era scusato con il pubblico per una tosse insistente e per la voce rauca, ammettendo candidamente di non essere “in perfetta forma” e che non sarebbe riuscito a parlare “ad alta voce come al solito”. Questa sua ultima apparizione pubblica, sebbene caratterizzata da una certa stanchezza, non lasciava presagire un esito così drammatico come quello che si è verificato nel giro di sole 48 ore.

Non è chiaro, al momento, se il ricovero sia legato a una ricaduta delle ferite riportate nell’incidente automobilistico dello scorso settembre in New Hampshire – evento che lo costrinse a lungo su una sedia a rotelle e che compromise ulteriormente la sua mobilità già messa alla prova dall’età – o se si tratti di un nuovo, improvviso malore. Le fonti anonime citate da alcuni media locali accennano a possibili complicazioni polmonari, forse anche dovute all’esposizione alle polveri tossiche durante i soccorsi dell’11 settembre, ma in assenza di una conferma ufficiale da parte della cerchia ristretta dell’ex sindaco, si tratta ancora di mere ipotesi. Fatto sta che la mancanza di trasparenza sulla diagnosi ha lasciato spazio a interpretazioni contrastanti, sebbene la definizione di “critico ma stabile” indichi, in gergo medico, una situazione di pericolo di vita imminente scongiurata in extremis, ma con un quadro fisiologico che resta estremamente delicato.

Il “guerriero” secondo Trump e i fantasmi legali

La notizia del ricovero ha inevitabilmente suscitato la reazione del presidente Donald Trump, che ormai da più di un anno siede nuovamente nello Studio Ovale, il quale non ha perso tempo nel nel lodare il suo storico alleato su Truth Social. “Il nostro favoloso Rudy Giuliani, un vero guerriero e il miglior sindaco nella storia di New York – di gran lunga – è in ospedale in condizioni critiche”, ha scritto il capo della Casa Bianca. “Che tragedia che sia stato trattato così male dai pazzi della sinistra radicale, tutti democratici – e aveva ragione su tutto!”. Trump ha poi rincarato la dose, attaccando nuovamente il sistema giudiziario e politico che, secondo la sua narrazione, avrebbe perseguitato Giuliani per la sua lealtà: “Hanno imbrogliato alle elezioni, inventato centinaia di storie, fatto tutto il possibile per distruggere la nostra nazione, e ora guardate Rudy. Così triste”.

Questo ennesimo riconoscimento pubblico da parte del presidente, che solo la scorsa settimana aveva annunciato l’intenzione di conferire a Giuliani la Medaglia presidenziale della libertà -6, arriva in un periodo particolarmente buio per l’ex sindaco sul piano personale, un buio che va ben oltre la salute. Reduce da una condanna da 148 milioni di dollari per diffamazione nei confronti di due scrutatrici della Georgia – una cifra che lo ha costretto a dichiarare bancarotta e a mettere in vendita i suoi beni più preziosi –, Giuliani ha visto revocare le licenze per esercitare la professione di avvocato a New York e a Washington, vedendo così sgretolarsi il prestigio accumulato in decenni di carriera. Il suo ricovero, insomma, avviene in un contesto di profondo declino personale, dove le battaglie in tribunale e le ristrettezze economiche hanno sostituito gli allori di un tempo. Il portavoce Goodman ha chiesto al pubblico di unirsi in preghiera per la sua guarigione, mentre la sua famiglia – a partire dalla figlia Caroline, apparsa visibilmente scossa – si stringe attorno a lui in questo momento di estrema fragilità fisica.

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