Due giovani pellegrine morte durante il Giubileo, Leone XIV chiede preghiere

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nella notte tra il 1° e il 2 agosto, mentre un milione di giovani da ogni angolo del pianeta si radunava a Tor Vergata per il Giubileo, due ragazze hanno perso la vita. Si tratta di Pascale Rafik Mounir, egiziana di 18 anni, e Maria, spagnola di 20, le cui identità complete non sono state ancora rese note. A loro, e al giovane Ignazio Goncalves – ricoverato in gravi condizioni al Bambino Gesù – il pontefice ha dedicato un accorato invito alla preghiera durante la veglia.

«Preghiamo per Maria, per Pascale e per i loro familiari», ha detto Leone XIV, rivolgendosi ai pellegrini con tono paterno. «E non dimentichiamo Ignazio, che in questo momento lotta tra la vita e la morte». Le parole del Papa, pronunciate sotto un cielo stellato che ha fatto da sfondo alla veglia, hanno smorzato per un attimo l’entusiasmo della folla, riportando tutti alla realtà di un evento che, pur nella sua grandezza, non è immune dalla tragedia.

Pascale, soprannominata «Pasco» dagli amici, soffriva di una grave cardiopatia, ma aveva voluto partecipare ugualmente al pellegrinaggio. I social, dove i suoi coetanei l’hanno ricordata con messaggi carichi di dolore – «l’anima più pura», «il cuore più buono» – testimoniano l’impatto della sua scomparsa. Maria, invece, arrivava dalla Spagna, ma sui dettagli della sua morte le informazioni sono ancora frammentarie.

Non è la prima volta che la Giornata Mondiale della Gioventù registra vittime tra i partecipanti. Già in passato, il caldo, la folla e le condizioni di salute precarie di alcuni pellegrini hanno portato a episodi simili. Questa volta, però, la doppia tragedia ha colpito particolarmente, anche perché coincisa con il momento culminante dell’evento.

Mentre Leone XIV esortava i giovani a «cercare la verità» in un’epoca dominata dalle illusioni digitali, il ricordo delle due ragazze ha offerto un contrappunto drammatico al suo messaggio. Senza retorica, senza enfasi, il pontefice ha mostrato come persino nella gioia collettiva ci sia spazio per il lutto, e come la fede non cancelli il dolore, ma lo accompagni.

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