Roma capitale dei giovani, ma un lutto offusca il Giubileo: muore 18enne egiziana durante il pellegrinaggio
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Redazione Interno
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Mentre la città si prepara ad accogliere, come ha detto Papa Leone XIV, "forse un milione di giovani" giunti da ogni angolo del mondo per il Giubileo, una tragedia ha spezzato l’entusiasmo del pellegrinaggio. Pascale Rafic, diciottenne egiziana, è morta ieri sera dopo essere stata colta da un malore mentre viaggiava in autobus con un gruppo di connazionali diretti ad Artena, dove avrebbero alloggiato in una struttura parrocchiale. Nonostante i soccorsi immediati e il trasporto d’urgenza all’ospedale di Colleferro, ogni tentativo di rianimarla è risultato vano.
Il Pontefice, informato dell’accaduto, ha espresso attraverso la Sala stampa vaticana il suo "profondo dolore", definendo la scomparsa della giovane "una ferita che tocca non solo chi l’ha conosciuta, ma tutti coloro che vedono in questo incontro un segno di speranza". Leone XIV ha voluto personalmente contattare monsignor Jean-Marie Chami, vescovo ausiliare della Chiesa melkita in Egitto, per assicurare la sua vicinanza spirituale alla famiglia e a quanti, in patria e lungo il percorso del pellegrinaggio, avevano condiviso con Pascale l’attesa di questo momento.
La riflessione del Papa, rivolta in particolare ai giovani egiziani, ha toccato il tema della fragilità umana: "La morte della vostra compagna di viaggio – ha osservato – ci ricorda che non abbiamo controllo sulle nostre esistenze". Un concetto che, richiamando l’episodio evangelico di Lazzaro, è stato ribaltato in un messaggio di fede: "Gesù è vita e risurrezione, ed è questa la fonte ultima della nostra speranza". Parole che risuonano con forza in un anno giubilare dedicato proprio alla speranza, ma che oggi si scontrano con il silenzio di un autobus fermo, di una ragazza che non arriverà a varcare la Porta Santa.




