Il giubileo dei giovani a Roma: mezzo milione di ragazzi in pellegrinaggio, tra veglie e messe con il Papa
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Redazione Interno
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Zaini in spalla, chitarre appese al collo e magliette sgargianti: sono migliaia i ragazzi che in queste ore stanno affollando Roma, pronti a vivere il Giubileo dei Giovani, un evento che, numeri alla mano, si conferma tra i più partecipati degli ultimi anni. Da ogni angolo del mondo – dall’America alla Sicilia – sono arrivati in città giovani desiderosi di condividere un’esperienza di fede, ma anche di speranza e impegno. Lo dimostra il fatto che i posti per le attività di volontariato, quelle che don Riccardo Pincerato, responsabile Cei del Servizio nazionale per la pastorale giovanile, definisce «esperienze di prossimità», siano andati esauriti in tempi record.
«Hanno ancora voglia di sognare, questi ragazzi», osserva don Pincerato, sottolineando come il messaggio del Papa – quel monito a «non lasciarsi rubare la speranza» – trovi in loro un terreno fertile. Non si tratta solo di preghiera, ma di un desiderio concreto di mettersi in gioco, di cambiare il mondo, un’energia che la Chiesa cerca di incanalare attraverso spazi di condivisione. «Possiamo farlo insieme», è la risposta che molti di loro sembrano aver già fatto propria.
Cuore dell’evento sarà Tor Vergata, dove sabato 2 agosto è prevista una veglia notturna con Papa Leone XIV, seguita dalla messa mattutina di domenica. L’area, già predisposta con palco e servizi, è pronta ad accogliere almeno 500mila persone, cifra che rende l’appuntamento uno dei più massicci dall’epoca di Giovanni Paolo II. Tra i momenti clou anche la messa a San Pietro, le confessioni al Circo Massimo e il tradizionale passaggio della Porta Santa, gesto simbolico che per molti rappresenta l’occasione per un rinnovamento interiore.




