Un milione di giovani a Tor Vergata per la messa di papa Leone XIV: nasce la "generazione-Leone"
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Redazione Interno
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La spianata di Tor Vergata, che ventiquattro anni fa aveva consacrato i "papaboys" di Giovanni Paolo II, si è riempita ancora una volta di giovani, questa volta radunati per il Giubileo indetto da Leone XIV. Oltre un milione di ragazzi – più del doppio delle stime iniziali – hanno trascorso la notte all’addiaccio dopo la veglia di sabato, aspettando la messa domenicale che ha chiuso l’evento. Provenienti da 146 paesi, con una forte presenza dall’America Latina e dall’Europa, ma anche dagli Stati Uniti e dall’Asia, hanno risposto all’esortazione del pontefice a essere «luce del Vangelo» nel mondo, mentre già si guarda alla prossima Giornata mondiale della gioventù, prevista a Seoul nel 2027.
Quella di Leone XIV è stata la prima vera uscita pubblica di massa del suo pontificato, e sebbene il suo stile – mite, schivo e meno carismatico rispetto ai predecessori – lo differenzi da Giovanni Paolo II, da Benedetto XVI e da Francesco, ha comunque conquistato la folla. Durante il percorso in papamobile, durato mezz’ora, non ha smesso di benedire e salutare, con un sorriso quasi timido che sembrava voler abbracciare ognuno dei presenti. La sua camminata decisa, mentre saliva le scale reggendo la croce, ha lasciato un segno indelebile in chi ha assistito alla scena.




