Giubileo dei giovani, Tor Vergata si riempie di pellegrini in attesa di Papa Leone

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Mentre il sole del mattino illumina la spianata di Tor Vergata, già alle 10.30 migliaia di giovani, zaino in spalla e bandiere al vento, occupano gli spazi migliori per assistere alla messa conclusiva del Giubileo. Quelli che sono arrivati per primi – a piedi, in autobus, in metro, alcuni persino in bicicletta – hanno scelto con cura il punto da cui poter vedere da vicino il Pontefice, che li attenderà solo stasera, alle 20.30, per la Veglia di preghiera.

Sono oltre 500 mila, ma il numero è destinato a crescere, considerando che molti sono ancora in viaggio. Provenienti da più di 140 Paesi, questi ragazzi e ragazze, definiti da qualcuno la “meglio gioventù” di Papa Leone XIV, hanno trasformato la periferia romana in un crocevia di lingue, culture e speranze. Tor Vergata, che già ventiquattro anni fa ospitò il grande raduno del Giubileo con Giovanni Paolo II, torna così a essere il centro del mondo cattolico, seppur per pochi giorni.

Tra sacchi a piega pronti per la notte e canti che si alzano verso il cielo, l’atmosfera è quella di un pellegrinaggio moderno, dove la fede si mescola all’entusiasmo tipico della gioventù. Ma non tutti hanno potuto raggiungere Roma. In Terra Santa, dove la guerra rende impossibile qualsiasi spostamento, alcuni giovani – come due missionari della Comunità Shalom a Nazareth, di origini brasiliane – hanno scelto di rimanere accanto a chi soffre, unendosi idealmente ai coetanei riuniti nella capitale italiana.

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