Saipem, ordini per 8 miliardi ma il titolo cede. Puliti: «Fiduciosi sul 2026»
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Redazione Economia
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La Saipem si trova a fare i conti con una notevole accelerazione nel fronte degli ordini, che in soli sei mesi hanno già raggiunto un volume complessivo di 8 miliardi di euro. Un dato che l'amministratore delegato Alessandro Puliti non ha esitato a definire significativo, sottolineando come tale soglia sia stata superata considerando anche i 2,3 miliardi di euro di commesse siglate nel solo mese di luglio.
Un risultato che, nelle intenzioni del management, rappresenta un passo in avanti rispetto al passato recente, visto che lo stesso ammontare di ordini era stato ottenuto nei primi nove mesi del 2025. L'azienda, dunque, mostra una dinamica commerciale vivace, sebbene le reazioni del mercato e i conti trimestrali presentino luci e ombre che meritano un'analisi approfondita.
La spinta degli ordini e la fiducia di Puliti
Il dato sugli ordini è stato al centro dell'intervento del CEO durante la consueta call con gli analisti, dove Puliti ha espresso un cauto ottimismo per il proseguimento dell'anno. «Possiamo dirci fiduciosi di superare nel 2026 gli ordini del 2025 anche alla luce delle diverse negoziazioni commerciali in corso con i nostri clienti in America Latina, Africa, Medio ed Estremo Oriente», ha dichiarato il manager. Un'affermazione che traccia un quadro di prospettiva positivo, alimentato da un portafoglio di trattative geograficamente diversificato.
Non si tratta solo di numeri, ma di una strategia che punta a consolidare la presenza in aree chiave per l'energia, dove la domanda di servizi e infrastrutture resta sostenuta nonostante le turbolenze geopolitiche.
La reazione del mercato e il giudizio degli analisti
Nonostante la pioggia di commesse, il titolo Saipem ha subito una flessione in Borsa, segnale che gli investitori hanno guardato con maggiore attenzione ad altri dettagli emersi dalla pubblicazione dei conti. Il giudizio degli analisti finanziari si è fatto più cauto: Intesa Sanpaolo, in particolare, ha mantenuto la raccomandazione neutral con un prezzo obiettivo fissato a 4,3 euro. Nel commentare i dati, gli esperti del ramo hanno osservato come l'Ebitda sia risultato del 18% al di sotto delle loro stime e addirittura del 20% al di sotto del consenso degli analisti.
Un divario che non è passato inosservato, così come la riduzione della guidance sull'Ebitda adjusted per l'anno in corso, un elemento che ha inevitabilmente pesato sul sentiment degli operatori.
Il conflitto in Medio Oriente e i costi extra
Dalla stessa parte si muove Alphavalue, che pur confermando la raccomandazione add con un target a 5,1 euro, ha messo in luce le criticità del periodo. Gli analisti parlano di una "forte ripresa" nell'acquisizione di ordini, trainata dal segmento onshore in Medio Oriente e da due progetti in acque profonde in Angola e Guyana, ma segnalano al contempo un calo della redditività. A pesare sono i costi logistici e di sicurezza, lievitati oltre le previsioni a causa del perdurare del conflitto in Medio Oriente e della crisi legata alla chiusura dello Stretto di Hormuz.
Questi fattori, insieme a oneri di ristrutturazione interamente contabilizzati nel trimestre, hanno eroso i margini operativi, anche se gli esperti notano come l'impatto del conflitto non si rifletta sulla generazione di cassa.
Il punto sui recuperi e le prospettive per il secondo semestre
Proprio sulla questione dei costi aggiuntivi si è soffermato a lungo Alessandro Puliti durante la call con gli analisti, fornendo indicazioni sulle tempistiche di un eventuale recupero. Il CEO ha spiegato che molto probabilmente il recupero degli extra costi avverrà nel 2027 piuttosto che nel corso del 2026, un allungamento dei tempi che non ha mancato di influenzare le attese di breve periodo.
Per la seconda parte dell'anno, ha aggiunto Puliti, la situazione è destinata a rimanere simile a quella attuale, con le attività che continueranno a scontare le difficoltà operative indotte dal contesto internazionale. Una prospettiva che invita a una lettura prudente dei prossimi mesi, in attesa di vedere come evolveranno le trattative commerciali e la gestione degli imprevisti logistici in un'area calda del pianeta.
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